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Scuola e università al bivio

Le mire dei 5stelle sul dicastero di viale Trastevere. Non escluso spacchettamento

20/08/2019
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ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi

Le ipotesi in campo per uscire dalla crisi di governo a ieri sera erano ancora tutte in campo. A diradare le nubi ci penserà oggi l'informativa al senato del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, con le reazioni della Lega e del Movimento5stelle. Quello che è quasi certo è che comunque il governo Conte nell'attuale compagine è finito. E per i 5stelle, nell'ipotesi di un nuovo esecutivo, il ministero dell'istruzione e università è centrale. Come del resto era già all'inizio dell'insediamento del governo gialloverde. Allora la spuntò la Lega che indicò per la poltrona più alta Marco Bussetti, tecnico di area, un gradino sotto arrivò l'accademico pentastellato Lorenzo Fioramonti, vice ministro per l'università e la ricerca. A un altro penstatellato, Salvatore Giuliano, l'incarico di sottosegretario all'istruzione. Entrambi poi hanno giocato un ruolo non centrale nell'azione del dicastero.

Ora, se il Carroccio dovesse essere messo all'angolo o addirittura fuori dal perimetro governativo, è proprio il dicastero dell'istruzione, università e ricerca a essere nel mirino delle nuove conquiste pentastellate. Non escluso anche uno spacchettamento tra Istruzione e Università-ricerca. Con il pole proprio Fioramonti che ha chiesto un investimento sull'università e la ricerca di almeno un miliardo di euro. «Sono rientrato in Italia dopo 20 anni di lavoro all'estero per dare un contributo. Se entro fine anno no ci sarà un miliardo in più sono pronto a dimettermi», ha detto Fioramonti, indicando, per le coperture da trovare in legge di bilancio, nuove tasse che aiutino a dirigere i consumi verso mercati più responsabili, penalizzando per esempio sigarette e bevande zuccherate.

Intanto che la crisi si avvia a consumarsi, rischia di slittare di un anno la riforma dell'educazione civica. Uno dei cavalli di battaglia della Lega, la legge ha ottenuto lo scorso primo agosto il via libera definitivo del Senato ed è in attesa di essere controfirmata dal capo dello stato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L'articolo 2 del disegno di legge prevede che il nuovo insegnamento, un'ora la settimana da ripartire tra i docenti già di ruolo, è istituito «a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge». Legge che entra in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione in Gu. La riforma dunque dovrebbe andare, calendario alla mano, al 2020/2021.

Ma fonti Miur fanno notare che se il Quirinale dovesse controfirmare in questi giorni sarebbe possibile andare in Gazzetta il 28 di agosto e che dunque non sarebbe del tutto persa la sfida di partire già da questo anno scolastico, considerando il primo settembre un termine ordinatorio.

Appeso alla data del 28 di agosto anche il destino del decreto salvaprecari approvato nella formula del salvo intese dal consiglio dei ministri e mai arrivato al Colle per la controfirma. «Se i ministri m5s dovessero dare il via libera, potrebbe arrivare in parlamento ed essere convertito. I no dei 5stelle bloccano un provvedimento atteso da migliaia di precari», è la posizione di Mario Pittoni, presidente della commissione istruzione del senato e responsabile scuola della Lega. «Noi intendiamo rispettare il punto 22 del contratto di governo, il quale prevede una fase transitoria per garantire il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto a un cronico precariato, parallelamente all'avvio di un efficace sistema di formazione». E poi: «Non corrisponde al vero che la selezione riservata e i percorsi abilitanti previsti dal decreto non sarebbero selettivi. I Pas per esempio superano la concezione nozionistica della valutazione mediante uniche prove d'esame, assicurano una reale selezione ex ante, in considerazione dell'esperienza professionale, in itinere, con diversi esami universitari, ed ex post». Concorso ad hoc e Pas invece rappresentano l'ennesima sanatoria dei precari, ribattono dal Movimento, che vuole una selezione in ingresso. I ragionamenti sono tutti sospesi in attesa dell'aula di oggi al Senato.