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Rientro a Scuola, c’è una nuova data: ora Conte ipotizza il 14 dicembre

Una settimana prima delle feste. Per il premier: "Sarebbe un bel segnale per i ragazzi". A Torino continua la protesta contro la didattica a distanza in piazza Castello e si prepara un ricorso al Tar contro la decisione del presidente Cirio di tenere le seconde e terze medie a casa. La Commissione Ue: "Prolungare le vacanze di Natale a scuola per evitare la terza ondata del Covid"

02/12/2020
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il manifesto

Roberto Ciccarelli

Riaprire le scuole superiori dieci giorni prima di Natale lì dove la curva epidemiologica lo rende possibile per dare un «bel segnale per i ragazzi». Lo avrebbe ipotizzato ieri il presidente del Consiglio Conte nel corso delle riunione di maggioranza alla quale hanno partecipato anche il ministro della salute Roberto Speranza e quello dei rapporti con il parlamento D’Incà. Conte avrebbe chiesto un parere anche ai capi delegazione al governo sulla possibilità di un ritorno simbolico in classe per una settimana per poi richiudere tutto e, presumibilmente, riaprire dopo l’Epifania: giovedì 7 gennaio 2021 oppure lunedì 11 gennaio. La prospettiva ha sollevato molte perplessità tra i presenti considerata la vicinanza delle feste. L’ipotesi è stata ben valutata invece dai renziani di Italia Viva che hanno chiesto un piano sui trasporti. Conte ha precisato che la decisione andrebbe prima sottoposta al comitato tecnico scientifico il cui presidente Agostino Miozzo si è espresso più volte negli ultimi giorni a favore di un ritorno a scuola, ma a condizione che siano garantiti i trasporti, la medicina territoriale, lo scaglionamento degli orari e tutti gli accorgimenti che non sono stati adottati negli ultimi nove mesi.

Nella riunione è emerso anche un primo orientamento sui prefetti che sarebbero chiamati a coordinare i livelli istituzionali, le autonomie scolastiche, le Asl e i trasporti per riaprire le scuole Si è parlato di istituire «tavoli» per studiare soluzioni differenziate da zona a zona su orari di ingresso e presenze in classe.

Nel frattempo in Piemonte si sta preparando una battaglia davanti al Tar simile a quelle già avvenute in Puglia e in Campania. La decisione del presidente Alberto Cirio di mantenere chiuse le seconde e terze medie nonostante il passaggio della regione in «zona arancione» ha portato un gruppo di genitori ad annunciare un ricorso. La decisione ha scatenato polemiche e ha prolungato la protesta delle tre studentesse Anita, Lisa e Maia contro l’imposizione della didattica a distanza al 100% nelle superiori e nelle medie. La protesta, tra le più intelligenti e efficaci degli ultimi anni nella scuola, si è spostata anche in piazza Castello a Torino. Lo slogan descrive il momento politico nella pandemia a Natale: «Negozi affollati e scuola chiusa: benvenuti in Piemonte». Il movimento dei genitori e docenti «Priorità alla scuola» sostiene la protesta e chiede agli studenti che si oppongono alla «Dad» seguendo le lezioni online davanti alle loro scuole, e non da casa, di taggare la pagina Facebook con le loro foto. La chiave non è il rientro simbolico, ma la soluzione concreta dei problemi che continuano a impedire la riapertura delle scuola in sicurezza.

Mentre in Italia si snocciolano le ipotesi in un marasma crescente oggi la Commissione Ue presenterà le linee guida anti-Covid dove chiederà l’allungamento delle vacanze di Natale a scuola per evitare la terza ondata. Una prospettiva che potrebbe anche significare un prolungamento della Dad anche dopo le feste.


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