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Repubblica-Epifani:Nel referendum sull'art.18 non staremo dalla parte del no

IL SINDACATO Il leader della Cgil schiera la confederazione. Proposta di legge: tutele anche agli atipici Epifani:Nel referendum sull'art.18 non staremo dalla parte del no Metalmeccanici: f...

04/02/2003
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la Repubblica

IL SINDACATO
Il leader della Cgil schiera la confederazione. Proposta di legge: tutele anche agli atipici
Epifani:Nel referendum sull'art.18 non staremo dalla parte del no

Metalmeccanici: fissato il calendario della vertenza: il 10 si discute di part time

ROMA - Una cosa è certa: nel referendum sull'estensione dell'articolo 18 ai lavoratori delle imprese sotto i 16 dipendenti, "la Cgil non starà certo con il no". Lo ha assicurato, ieri a Milano, il segretario generale Guglielmo Epifani, precisando che "sarà il direttivo a fare la scelta finale". La presa di posizione di Epifani, non scontata se si pensa a quanto sta accadendo nel centrosinistra, sorprende qualche dirigente sindacale, ma contribuisce indubbiamente alla tenuta del fronte costruito sull'articolo 18 e anche all'unità della confederazione: Fiom e minoranza Cgil sono infatti tra i sostenitori del referendum promosso da Rifondazione, Verdi e Socialismo 2000. "Le ragioni che stanno adducendo quelli favorevoli al no, non sono le nostre ragioni, non c'è bisogno di aggiungere altro", ha detto Epifani.
Il quale ribadisce tuttavia la necessità di una riforma dell'impianto complessivo dei diritti, "che parli a tutti", a partire dai giovani parasubordinati, e che dia anche "una risposta di rafforzamento e di qualificazione dei diritti dei lavoratori nelle imprese più piccole". Di qui la proposta di legge per l'estensione dei diritti nel lavoro, varata in serata dalla segreteria Cgil. La proposta prevede, in particolare, la copertura dell'articolo 18 per i parasubordinati. Quanto alle piccole imprese, la Cgil chiede che sia elevato l'indennizzo per i lavoratori delle aziende sotto i 16 dipendenti licenziati senza giusta causa e non reintegrati dal datore di lavoro: oggi il risarcimento è di 2-6 mensilità, mentre la Cgil propone che sia quantificato "secondo il criterio dell'attualizzazione del danno futuro reale". La soglia resta quella dei 15 dipendenti, ma nel computo - dice la Cgil - vanno considerati anche i contratti di formazione lavoro, gli apprendisti e i parasubordinati.
Nel suo intervento davanti ai delegati della Lombardia, Epifani ha toccato anche il tema dei contratti ("vanno chiusi tutti, poi potremo discutere della verifica dell'accordo del 23 luglio"), ricordando agli industriali che i lavoratori si aspettano un sensibile recupero del potere d'acquisto. La Federmeccanica, però, precisa che il 4,3 per cento è "il tetto massimo per l'adeguamento". Nell'incontro di ieri, le parti hanno semplicemente stabilito il calendario degli incontri. Il prossimo è fissato previsto per il 10 febbraio: si discuterà di contratti atipici, di occupazione e di part-time. Anche se le distanze restano enormi, il segretario della Uilm, Antonino Regazzi, è convinto che "si può fare un buon contratto entro Pasqua", ovvero nei termini previsti per la sospensione degli scioperi. La Fiom, invece, sta studiando l'ipotesi di raddoppiare le ore di protesta contro il declino dell'industria proclamato per il 21 febbraio dalla Cgil.
(r.d.g.)


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