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Prof, prima della gita controllate il pullman

Una circolare del ministero sui “viaggi di istruzione” fa infuriare gli insegnanti.

01/03/2016
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Il Messaggero

Il professore in gita? Oltre che docente, deve improvvisarsi meccanico e vigile urbano con l’intuito da etilometro. Prima deve passare al setaccio il pullman dando un’occhiata agli pneumatici, agli estintori e allo specchietto retrovisore, poi deve chiedere all’autista di tirar fuori patente e libretto. Non più solo una guida culturale, quindi, il docente in gita è chiamato a saperne parecchio di meccanica e codice della strada. È quanto richiesto dalla circolare ministeriale 674 del 3 febbraio scorso che contiene le disposizione di viale Trastevere per le visite di istruzione.
LA STAGIONE DELLE GITEI tempi sono maturi: in questi giorni molte scuole si ritrovano alle prese con le prenotazioni di viaggi, alberghi e pullman. Tutto come da tradizione. Se non fosse che quest’anno i presidi, a cui è indirizzata la circolare, e i docenti accompagnatori devono verificare di persona sia le condizioni del mezzo che utilizzeranno i ragazzi in gita sia quelle dell’autista che guiderà durante il tragitto. Alla nota è allegato un vademecum per garantire la sicurezza degli studenti. Si tratta di tenersi in contatto con la polizia stradale, di avere tutta la documentazione delle certificazioni necessarie dalla Rca alle patenti di guida e alla revisione del mezzo e di guardare i preventivi proposti dando attenzione non solo al prezzo ma anche agli standard di sicurezza garantiti. Tutto nel rispetto del codice della strada. Fin qui tutto torna: le scuole sono abituate a questo tipo di verifiche. Quel che proprio non va giù ai presidi così come ai docenti, che sono sempre più restii ad accompagnare le classi in gita per l’enorme responsabilità che comporta, sono i passaggi relativi al controllo del mezzo e dell’autista. Vale a dire che, come spiegato nel vademecum, il docente accompagnatore deve «prestare attenzione al fatto che il conducente non può assumere sostanze stupefacenti, psicotrope (psicofarmaci) né bevande alcoliche, neppure in modica quantità». Verifiche difficili da effettuare, a meno che l’autista non assuma droghe davanti a tutti o non venga sottoposto al test dell’etilometro. Altrimenti non resta che andare a intuito. Non solo, i docenti dovranno anche controllare fisicamente il mezzo prima di partire dando, ad esempio, un’occhiata alle gomme o alle luci. «In maniera empirica - continua la nota - si dovrà prestare attenzione alle caratteristiche costruttive, funzionali e ad alcuni importanti dispositivi di equipaggiamento: l’usura pneumatici, l’efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori» e ancora «l’autobus deve, inoltre, essere dotato di estintori». E allora esplode la polemica per quanti vedono nelle indicazioni del vademecum un peso eccessivo di responsabilità che non competono al singolo docente.
LA SPIEGAZIONE DEL MIUR«La circolare - spiegano dal Miur - non attribuisce responsabilità aggiuntive o nuove ai dirigenti e ai docenti. Ma offre loro uno vademecum, elaborato in collaborazione con la Polizia Stradale, su aspetti da non trascurare nell’organizzazione di una visita di istruzione e durante il suo svolgimento con riferimento alla sicurezza dei mezzi di trasporti. Si tratta di informazioni di supporto che non prevedono in alcun modo che dirigenti e docenti debbano sostituirsi agli organi di controllo preposti ma che debbano attivare i controlli necessari per garantire la sicurezza dei nostri ragazzi».
Lorena Loiacono