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«Prof migranti»: in 20mila da Sud a Nord. Boom su tratta Roma-Napoli

Indagine sulla stabilizzazione e la mobilità degli insegnanti in Italia: in 20mila precari si sono spostati dal Sud al Centro-nord

04/11/2017
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Corriere della sera

Claudia Voltattorni

Chi ha un posto a tempo indeterminato si è spostato da Nord a Sud. Il contrario invece per chi è ancora precario. Il tragitto Roma-Napoli è quello più «affollato» mentre Basilicata, Sicilia e Campania sono le regioni più «abbandonate». E per chi è costretto a spostarsi al Nord, Milano e Torino sono le città più scelte. Sono gli insegnanti. Di ruolo e precari. Che dal 2014 si sono spostati in massa da una regione all’altra. Circa 20mila solo dal Sud al Centro-Nord. Li hanno fotografati Michele Colucci e Stefano Gallo dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Issm-Cnr) nel volume «In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto 2017 sulle migrazioni interne in Italia» (Donzelli) dove sono stati studiati gli spostamenti e le motivazioni degli insegnanti «migranti».

Pendolari

Si scopre così che nelle province di Bergamo, Bologna, Reggio Emilia, Asti e Alessandria l’impatto dei prof migranti è più forte. Così come «il pendolarismo quotidiano con partenza notturna di coloro che si muovono dalle province di Napoli e Caserta verso Roma, anche solo per una supplenza giornaliera». I ricercatori hanno poi studiato cause e fluttuazioni degli spostamenti: la maggior parte risalgono al reclutamento scolastico: «I cambiamenti delle logiche di selezione e di accesso incentivano i movimenti migratori», afferma Colucci. «La scuola è un gigantesco mercato del lavoro gestito dallo Stato, ma dobbiamo ripensare l’immagine dell’insegnante obbediente e docile: proprio il tema della mobilità rivela la rilevanza delle lotte e delle resistenze opposte alle scelte operate “dall’alto”, molto evidente nella storia, soprattutto nel periodo fascista», sottolinea Gallo.

Su e giù per l’Italia

L’analisi include anche gli spostamenti nell’anno scolastico 2016-2017, e, spiega Colucci, «il numero dei docenti è salito dell’11,8% rispetto a 5 anni arrivando a 855.829: l’importanza del comparto scuola nella composizione del mercato del lavoro è sempre più significativa». Le regioni di maggiore emigrazione sono Basilicata, Sicilia e Campania, quelle più attrattive invece Toscana, Piemonte e Lazio con il flusso più consistente tra Napoli e Roma e dalla Sicilia verso Milano e Torino. Questo per gli insegnanti ancora non di ruolo e quindi costretti a cercare cattedre a tempo determinato lontani da casa. Per chi invece ha ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato la tendenza è il contrario: andare dal Centro-Nord verso Sud per avvicinarsi a casa, qui il flusso più consistente è quindi da Roma verso Napoli. Nel 2015 sono stati in 8mila. La prevalenza di genere dei prof migranti rispecchia quella generale del corpo docente: a muoversi quindi sono soprattutto donne.