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Precari e delega sulla formazione iniziale

di Pippo Frisone

18/03/2017
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ScuolaOggi

La VII° Commissione Istruzione del Senato ha licenziato il parere sullo schema di decreto legislativo del Governo sulla formazione iniziale che è una delle deleghe contenute nella Legge n.107. L'attenzione  si è subito concentrata sulla cosiddetta fase transitoria per la stabilizzazione dei precari contenuta nell'art.17.

Nonostante le 120mila assunzioni del 2015/16 e 2016/17 , il quasi svuotamento delle GAE soprattutto al nord e i recenti concorsi del 2016, il precariato mantiene ancora cifre impressionanti.

Nel 14/15 erano 118.172, nel 15/16  sono scesi a 100.277 per arrivare agli 88mila attuali che secondo l'ex ministra Giannini la Buona Scuola avrebbe seppellito per sempre.

Le soluzioni proposte in Commissione al Senato però si rivolgono solo ai precari, più o meno storici della secondaria, lasciando completamente fuori dalla fase transitoria i precari dell'infanzia e della primaria che costituiscono oltre un terzo del precariato attuale, con squilibri territoriali tra  nord e sud che sono sotto gli occhi di tutti.

E' un fatto che al nord mancano gli specialisti sul sostegno, che in alcune province della Lombardia scarseggiano i maestri in possesso dei titoli d'accesso e nella secondaria mancano, non solo gli abilitati ma anche gli aventi titolo in terza fascia per Matematica, Lingue, Italiano i cui posti vengono coperti con una massiccio ricorso alle domande fuori graduatoria ( MAD ).

La risposta parziale per superare e stabilizzare i precari,  il decreto l'affida a procedure concorsuali che sono di tre tipi.

Quella del nuovo concorso ordinario che dovrebbe partire con nuove modalità nel 2018.

E' il percorso più lungo di durata triennale cui accedono anche i neo-laureati non abilitati, in possesso di determinati crediti e qui sta la prima novità che la Buona Scuola invece riservava solo agli abilitati. Percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio  nonchè accesso al ruolo  previo  superamento  della valutazione intermedia e finale. Al primo anno si consgue la specializzazione in convenzione con le università, mentre i restanti anni completano tirocinio e anno di prova.

Assunzioni nel triennio con contratti la cui retribuzione sarà definita dal CCNL ma inferiore alle supplenze attuali, cui potranno beneficiare al terzo anno solo quanti supereranno le prove intermedie del primo e secondo anno. Chi non supera le prove avrà il contratto

Poi ci sono i precari abilitati inseriti in seconda fascia nelle graduatorie d'istituto.

Costoro accedono con un esame orale ad una graduatoria regionale  di merito ad esaurimento , in coda alle GAE non ancora esaurite, finalizzata all'assunzione in ruolo.

Infine, la terza procedura concorsuale prende in considerazione i precari inclusi nelle graduatorie d'istituto di terza fascia, non abilitati che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio.

Costoro sosterranno una sola prova scritta in una sessione speciale, in contemporanea al concorso ordinario del 2018 e ammessi al secondo anno del percorso formativo del nuovo sistema di reclutamento, con esonero dei crediti e della parte formativa compensata dai 36 mesi di servizio.

Rimane fuori da questi percorsi una grossa fetta di precariato dell'infanzia e della primaria.

E' vero che le GAE sono tornate a rienpirsi, soprattutto al nord, in questi due ordini di scuola a  seguito delle numerose ordinanze cautelari  nell'ultimo triennio 14-15-16 .

Ma quante di queste ordinanze saranno confermate nelle sentenze di merito? Gli ultimi segnali sembrano andare in controtendenza e a favore delle espulsioni dalle GAE.

Che fine faranno questi precari ? Solo a Milano risultano inseriti in GAE Infanzia 2.884 precari e nella Primaria 2.195. In questi giorni sono pervenute oltre 75 ordinanze cautelari del TAR del Lazio

con inserimento di altri 255 precari tra Infanzia e Primaria.

Una mancanza questa dei precari di Infanzia e Primaria nella fase transitoria che ci auguriamo non sia una dimenticanza e che sia dettata da altre ragioni legate alla specificità dei due settori.              Ci aspettiamo che il Governo su questo terreno batta un colpo, predisponendo un apposito decreto prima che sia troppo tardi , lasciando che ad occuparsene sia ancora una volta la magistratura.