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Next generation Eu: investire sul futuro

Dalle 9.30 in diretta su Collettiva.it il webinar organizzato da Flc, Cgil e Proteo Fare Sapere. Proposte e riflessioni su come far diventare istruzione e formazione elementi strategici per il Paese. Tra i partecipanti il filosofo Edgar Morin

23/10/2020
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Collettiva.it

Scuola e università: l’Italia è una delle malate d’Europa. Limiti, mancanze strutturali, sottofinanziamenti cronici che, in epoca di pandemia, rendono ancora più difficile governare una situazione già di per sé molto complessa. Cosa occorre fare? Quali idee mettere in campo? Per ragionare su questi temi – e presentare delle proposte specifiche – la Flc Cgil, insieme alla Cgil e all’associazione Proteo Fare Sapere, ha organizzato per oggi (23 ottobre) un webinar dal titolo esplicito: “Verso Next Generation Eu. Istruzione e formazione priorità negli investimenti”. L’evento potrà essere seguito su Collettiva a partire dalle 9.30.

All’appuntamento parteciperanno – oltre che il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli e il presidente di Proteo Fare Sapere Dario Missaglia – filosofi e pedagogisti quali Edgar Morin, Mauro Ceruti (professore di filosofia della complessità), Elisabetta Nigris (docente di didattica e pedagogia speciale) e Massimiliano Fiorucci (docente di pedagogia sociale e interculturale). Presenti anche esponenti politici – quali l’onorevole Vittoria Casa e i senatori Francesco Verducci e Mario Pittoni – e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. I lavori saranno coordinati da Anna Villari (presidente di Edizioni conoscenza). È stata invitata a prendere parte ai lavori anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Pur nella drammaticità della fase attuale c’è una grande occasione da non sprecare: le risorse che saranno messe in campo del Recovery fund e che dovranno essere utilizzate per “attaccare” alcuni dei deficit maggiori del nostro sistema paese. Solo per citarne alcuni, ricordiamo che l’Italia si trova al 36° posto tra i 37 paesi Ocse per percentuale di laureati tra i 25 e 34 anni: il 28 per cento a fronte di una media del 44; la scuola non se la passa meglio: la dispersione a oggi è del 15 per cento con dati inquietanti se si guardano le singole regioni, come la Sicilia dove si arriva addirittura al 24 per cento.

Se non ora quando, verrebbe da dire: è tempo di considerare finalmente istruzione e formazione quali elementi strategici per il futuro del paese.