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La Stampa-Cresce la protesta della scuola

IERI PRIMO PRESIDIO DAVANTI ALLA DIREZIONE REGIONALE DELL'ISTRUZIONE Cresce la protesta della scuola Contro i tagli del personale docente, ieri Cgil, Cisl, Uil Scuola e Snals hanno presidia...

06/04/2002
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La Stampa

IERI PRIMO PRESIDIO DAVANTI ALLA DIREZIONE REGIONALE DELL'ISTRUZIONE
Cresce la protesta della scuola

Contro i tagli del personale docente, ieri Cgil, Cisl, Uil Scuola e Snals hanno presidiato per tutta la mattina la sede della Direzione Regionale del ministero dell'Istruzione, in via Pietro Micca 20. L'iniziativa si ripeterà martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11. "A fronte del taglio di 560 docenti stabilito per il Piemonte, le indicazioni del governo alle amministrazioni scolastiche - spiegano Enzo Pappalettera (Cisl) e Alberto Badini (Cgil) - sono state: meno classi prime, arrivando a 28-30 allievi per sezione, accorpamenti di quinte, fusioni di classi intermedie. Le riduzioni sono state in una prima fase talmente drastiche che un certo numero di classi sono state restituite, quinte in particolare. Ma sulle classi iniziali non ci sono stati ripensamenti perché costano troppo e, in prospettiva, è un risparmio che resta nel tempo. In generale, la maggioranza delle situazioni è ancora insoddisfatta". Esempi di difficoltà? Gli scientifici "Darwin" di Rivoli e "Volta", come l'Itis "Majorana" hanno una I, una II, una IV in meno, gli Itis "Levi" e "Grassi", l'Itc "Pascal" di Giaveno e l'Ipc "D'Oria" di Ciriè hanno una I in meno. Ma anche negli altri ordini i risparmi del governo si fanno sentire: negli istituti comprensivi di Nole, Brandizzo, Corio, Forno, nelle direzioni didattiche "Collodi", "Sinigaglia", "Rodari", "San Mauro". Al momento, comunque, sono le superiori a lamentare i tagli più significativi, anche se il direttore scolastico regionale Marina Bertiglia aveva precisato nei giorni scorsi che la situazione è in movimento fino al 9 aprile e che aggiustamenti saranno possibili in una fase successiva. I sindacati hanno comunque avanzato una richiesta precisa di aiuto da inoltrare al governo: non considerare in organico i 250 docenti di materie tecnico-pratiche da anni impiegati sul sostegno e rendere disponibili altrettante cattedre. Inoltre, Cgil, Cisl, Uil e Snals di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia si stanno organizzando per chiedere un confronto diretto con il ministero.

m. t. m.