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La preside "Non ho sbagliato ma ora temo di essere travolta"

Il caso di Via Trionfale

18/01/2020
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La Rinascita

Corrado Zunino

 «Non ho sbagliato niente», dice la preside Annunziata Marciano, 58 anni, chiusa nel suo studio da psicoterapeuta. «Non ho voluto parlare fin qui per non essere travolta, sono già molto provata per quello che è successo e ho un po’ paura delle reazioni da parte di chi non mi conosce ».

Sono le prime parole della dirigente scolastica da quando è esplosa la vicenda dell’Istituto comprensivo di Via Trionfale, a Roma. È la storia della pagina sul sito della scuola in cui ad ogni plesso scolastico — sono quattro — veniva assegnato un ceto sociale: "In sede e in Via Taverna ci sono le famiglie di ceto medio-alto, in Via Assarotti gli alunni provenienti dal ceto medio-basso e il maggior numero di stranieri, in Via Cortina d’Ampezzo l’alta borghesia con i loro autisti e le loro colf».

Accadeva mercoledì scorso e l’istituto ha rapidamente corretto. Solo questo fatto, la correzione, dà il senso che la frase «non ho sbagliato niente» è difficile da sostenere.

Il Rapporto di autovalutazione (Rav) scritto dall’istituto, in verità, non ha alcun accenno classista né presenta svarioni sociali. Le richieste del ministero dell’Istruzione — offrite uno spaccato della vostra utenza, le condizioni sociali ed economiche del territorio — sono state rispettate. La pagina di richiamo sul sito ufficiale, invece, con il suo spaccato classista ha fatto alzare la protesta. L’ipotesi che prende corpo è che quel testo imbarazzante sia stato digitato da un docente che oggi la dirigente Marciano non vuole lasciare solo.

Il ministero dell’Istruzione considera il caso chiuso, il claudicante Ufficio scolastico regionale — tutt’oggi senza direttore generale — non invierà alcun ispettore alla "Via Trionfale". La preside è pronta, da lunedì, a dare spiegazioni ai genitori che le richiederanno. Per ora i colleghi romani che la conoscono — la dirigente è iscritta all’associazione di riferimento Anp — la raccontano come una dirigente, nell’ordine, «capace e inclusiva », «intelligente e impegnata», «sopraffatta dai carichi di lavoro di un istituto con quattro plessi», «generosa come ha dimostrato il suo lavoro precedente in una primaria multietnica come la Pisacane».