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L'Unità on line-Scurnacchiata. Basta dirlo in dialetto e si può...

Scurnacchiata. Basta dirlo in dialetto e si può... di w.s. ROMA. Certamente è una sentenza assai curiosa e divertente e apre ampie possibilità di insultare gli sciocchi e i prepotenti di ogn...

27/12/2001
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l'Unità

Scurnacchiata. Basta dirlo in dialetto e si può...
di w.s.

ROMA. Certamente è una sentenza assai curiosa e divertente e apre ampie possibilità di insultare gli sciocchi e i prepotenti di ogni risma e categoria. Certo, per l'offesa ammessa dalla Cassazione, bisogna ricorrere al dialetto o a una espressione popolare conosciuta, ben chiara e definita.
Raccontiamo subito il fatto. Il maestro Marcello D'Orta, pedagogo e straordinario educatore nonchè scrittore, in uno dei diversi libri di raccolta delle testimonianze degli allievi, rivolgendosi alla dietologa Alma Manuela Tirone (nota propagandista televisiva) l'aveva apostrofata con l'espressione offensiva "scurnacchiata" che, in napoletano, vuol dire, più o meno "senza vergogna". La dottoressa Tirone, ovviamente, non gradì l'espressione e presentò regolare denuncia per diffamazione.
Il caso finì davanti ai giudici di Trento che, contrariamente ad ogni aspettativa, assolsero il maestro D'Orta, sostenendo che, in dialetto, l'espressione non era da ritenersi diffamatoria. Il Procuratore generale della Corte di Cassazione, nel riesaminare la vicenda, evidenziò come invece il termine "scurnacchiata" dovesse comunque ritenersi davvero offensivo. Ora la quinta sezione penale della suprema corte lo ha bocciato, dando di nuovo ragione al maestro D'Orta. Il componimento prescelto dall'educatore - dice la Cassazione - evidenziava che, mentre nei paesi del terzo mondo si muore di fame, c'è chi si preoccupa solo della linea ed è per questo che la dottoressa Tirone riscuote, in Tv, molto successo. In questo contesto-hanno stabilito i giudici - non può essere punito chi utilizzi anche espressioni forti e pungenti o anche offensive, a condizione che quelle espressioni siano patrimonio culturale e comunicativo di una certa realtà sociale e servano a quella realtà sociale per chiarire e spiegare una situazione.
Dunque offendete, offendete pure chi lo merita, ma non dimenticate il dialetto. In romanesco,quindi, figlio di m... non è offensivo. Come non è offensivo, in milanese, "pirla" o in toscano bu... o bi... Diciamolo pure: è una straordinaria vittoria del dialetto sulla lingua. Il maestro D'Orta ne sarà davvero felice.