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Il Tempo - La trattativa sulla scuola va avanti, ma le piazze si animano

di ALESSANDRA SERVIDORI ORE DECISIVE per la discussione in Senato della Legge Finanziaria e per gli emendamenti che migliorano il trattamento economico e normativo del personale della scuola. E co...

01/11/2001
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Il Tempo

di ALESSANDRA SERVIDORI

ORE DECISIVE per la discussione in Senato della Legge Finanziaria e per gli emendamenti che migliorano il trattamento economico e normativo del personale della scuola. E così i sindacati Confederali e i Cobas, in ordine sparso, scendono in piazza con scioperi e manifestazioni per strappare risorse aggiuntive a quelle previste dal disegno di legge che deve essere definitivamente approvato entro il 15 novembre. Il comparto della scuola conta circa un milione di addetti tra personale docente e non docente e il lavoro delle commissioni, gli incontri tra il Governo e i rappresentanti sindacali, hanno già prodotto risultati importanti e impegni notevoli di modifica sostanziale della legge. L'Esecutivo ha infatti presentato al Senato un emendamento che incrementa le risorse di 128,4 miliardi destinate alla contrattazione integrativa dei docenti per l'anno 2003, mentre per il 2004 si prevedono complessivamente 1.407 miliardi di lire. Altri finanziamenti aggiuntivi sono previsti per il personale tecnico-ausiliare-amministrativo, anch'essi come quelli per i docenti, legati ai risparmi e a economie di spesa che si otterranno con la riduzione dello stesso personale, nell'ambito del riordino dell'organizzazione scolastica. Risorse dunque che saranno rigorosamente impiegate per la valorizzazione della funzione docente e il funzionamento della scuola. Così come, attraverso il confronto tra le parti, si è arrivati alla modifica dell'impostazione iniziale che prevedeva la definizione degli organici dei docenti solo in rapporto al numero degli alunni. Tramontata questa ipotesi si è consolidata invece la proposta di determinare il numero degli insegnanti anche tenendo conto della situazione territoriale della scuola (scuole montane, con alta presenza di immigrati, con situazioni a rischio di devianza, ecc..) e l'obiettiva presenza di alunni in situazioni disagiate.
Una novità molto importante riguarda l'orario di lavoro dei professori: il testo emendato prevede che le ore di lezione settimanali non siano portate da 18 a 24 in modo obbligatorio. Con il consenso dei docenti, i presidi potranno attribuire fino a un massimo di 24 ore di lavoro straordinario, che avrà anche un ovvio riconoscimento economico: equivale a circa 700 mila lire nette in busta paga in più ogni mese. Un altro emendamento è relativo alle supplenze nelle scuole superiori: le assenze dei docenti fino a 15 giorni (e non più fino a 30) dovranno essere coperte con i colleghi già in servizio.
Molte delle proposte di modifica al testo in discussione e arrivate dai parlamentari, sono state recepite dal Ministro e hanno consentito, al tavolo del confronto sindacale di arrivare ad una buona e sostanziale mediazione tra le parti. Nonostante ciò, anche se con dei notevoli distinguo, le piazze hanno cominciato ad essere invase da migliaia di insegnanti affiancati da scalpitanti studenti.


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