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Il Sole 24 ore - La Finanziaria svuota gli esami di Stato

La Finanziaria svuota gli esami di Stato Daniela Girgenti Poche righe della Finanziaria per il 2002 stanno per modificare in modo radicale l'attuale versione degli esami di Stato, anche se non mol...

05/11/2001
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Il Sole 24 Ore

La Finanziaria svuota gli esami di Stato
Daniela Girgenti
Poche righe della Finanziaria per il 2002 stanno per modificare in modo radicale l'attuale versione degli esami di Stato, anche se non molti se ne sono accorti. L'attenzione dei media e delle organizzazioni sindacali si è, infatti, concentrata quasi esclusivamente sulla modifica agli organici e sull'ipotesi (poi cambiata) di aumento dell'orario di servizio dei docenti da 18 a 24 ore. È soprattutto su questi punti che è stato proclamato lo sciopero generale del personale scolastico per il 12 novembre. La modifica alla composizione delle commissioni degli esami finali delle scuole superiori è passata così sotto silenzio. Eppure l'abolizione dei commissari esterni agli esami di Stato stravolge di fatto, in corso d'anno, lo svolgimento delle prossime prove e la loro totale struttura. Vediamo perché. Nell'ultima versione del comma 7 dell'articolo 13 della Finanziaria 2002 approvato in commissione al Senato lo scorso 31 ottobre così si legge: "La commissione di cui all'articolo 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425, è composta dagli insegnanti delle materie di esame della classe del candidato per le scuole del servizio nazionale di istruzione. Il dirigente regionale competente nomina il presidente fra il personale docente e dirigente delle scuole secondarie superiori per ogni sede d'esame. Con decreto del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede alla determinazione del numero dei componenti la commissione di esame. Per la corresponsione dei compensi previsti dall'articolo 4, comma 5, della legge 10 dicembre 1997, n. 425, il limite di spesa è fissato in 40,24 milioni di euro". Il risparmio. Uno dei motivi per utilizzare solo i docenti interni delle classi dei candidati è il risparmio nel bilancio dello Stato di 129,12 milioni di euro (circa 250 miliardi di lire). Infatti, la spesa nazionale per compensi e missioni del personale docente e direttivo per lo svolgimento degli esami di Stato passerebbe da 165.266.208 euro (320miliardi), spesi per l'edizione 2001, a 40,24 milioni di euro (circa 78 miliardi). La valutazione. Un altro principio che è stato addotto per la riforma delle commissioni è il basso numero di bocciati agli esami finali: negli ultimi anni, infatti, (si vedano le tabelle) gli studenti che non hanno superato le prove si è attestato tra un minimo di 3,6% della maturità 2001 e un massimo di 6,7% dell'edizione del 1996. A questo punto ci si è chiesti che senso abbia spostare migliaia di insegnanti per ottenere quasi una promozione di massa. Le conseguenze. Cambiare la composizione delle commissioni passando dalle attuali, che contano in egual numero membri interni ed esterni più un presidente esterno, a commissioni con tutti i membri interni più un presidente esterno per commissione o addirittura per istituto (questo punto ancora non è stato chiarito), riforma, però, di fatto la stessa struttura degli esami di maturità. Che significato mantengono, infatti, le due prove scritte, quella di italiano e l'altra relativa a una materia di indirizzo, se la correzione viene affidata unicamente a professori che hanno già corretto e valutato gli elaborati degli studenti durante l'anno scolastico? Che senso ha la terza prova pluridisciplinare sulla conoscenza delle materie dell'ultimo anno di corso se i membri delle commissioni sono tutti interni e conoscono e hanno già espresso un giudizio, disciplina per disciplina, su tutti gli studenti? La commissione mista, interni ed esterni, utilizzava la terza prova per "saggiare" la preparazione complessiva del ragazzo. Adesso diventa inutile. Anche il colloquio ha perso il suo significato: diventa solo un momento di stress che non aggiunge nulla alla conoscenza dei docenti sul candidato. I crediti scolastici e formativi. Perdono la loro valenza anche i crediti scolastici e formativi, nati per "presentare" lo studente alla commissione e per evitare episodi di valutazioni finali contraddittorie con l'andamento della carriera scolastica e con l'impegno dimostrato durante il corso di studi. Si tratta di un patrimonio di punti che ogni studente costruisce durante gli ultimi tre anni di corso e contribuisce, per un quinto (la votazione massima che si può conseguire è infatti di 20 punti) a determinare il voto finale dell'esame di Stato (massimo 100/100). Quindi, anche i crediti non servono a nulla dato che i docenti hanno già le idee chiare sui loro studenti. Insomma, la Finanziaria per il 2002 nei fatti "rivoluziona" l'intero esame di Stato, la cui riforma - varata a fine del 1997 e applicata a partire dal 1998 - è costata ben 30 anni di accesi dibattiti, una miriade di disegni di legge, dure battaglie in Parlamento. Ma a nessuno sembra importare più di tanto


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