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Il Pride dei docenti, lezioni alternative nelle classi d'Italia

C'è chi legge la Costituzione e chi Montale: la mobilitazione del mondo della scuola per la prof sospesa

22/05/2019
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la Repubblica

Ilaria Venturi

no dei tanti post recita: "Lettura in classe, sospendeteci tutti". Al liceo Agnesi di Milano i docenti raccontano di aver visto il video incriminato con gli studenti. Poi commentano con ironia: "E' stato un utile spunto di riflessione. La trasgressione ha toccato l'apice con la lettura degli articoli della Costituzione: altro momento utile in vista della Maturità, dove a cittadinanza-Costituzione è stato riservato un momento apposito (purché la si dimentichi, verrebbe da pensare). Poi siamo tornati a Montale, alla sua lezione morale, alla sua sottoscrizione del Manifesto degli intellettuali antifascisti". Lezioni alternative, la lettura nelle classi e nelle aule di università degli articoli 21 e 33 della Costituzione, quelli sulla libertà di pensiero, sull'arte e la scienza che sono libere "e libero ne è l'insegnamento".

Oggi è il giorno del Teacher pride. Orgoglio docente. La sfida lanciata dalle cattedre di tutta Italia a sostegno della professoressa di Palermo Rosa Maria Dell'Aria sospesa per 15 giorni per omesso controllo su una ricerca dei suoi studenti in cui si tracciava un parallelo fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza del 2018.

Il futuro è@ilfuturoe

. Ecco perché il legge gli articoli 21 e 33 della . Scrive @massideconca @FLCCGIL @Cgilnazionale @rassegna_it @RadioArticolo1 http://ilfuturoe.blog/2019/05/21/liberi-di-insegnare-liberi-di-imparare/ …

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L'iniziativa è stata lanciata dai docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia: letture della carta costituente. Ad alta voce. In piedi. E così è stato da Bologna a Palermo, a Benevento, Genova, Piacenza, Venezia, Milano, Campobasso, Livorno, Grosseto, Modena. E l'elenco è ancora lungo. Con l'hashtag "Io non sorveglio, sveglio" ha preso voce la rabbia e indignazione nel mondo della scuola: il sentirsi continuamente sotto attacco, sfiduciata, messa all'indice. Perché tutti i maestri, professori, educatori si sentono coinvolti e colpiti, allora sospendeteci tutti è l'onda che s'alza, perché il caso di Palermo "mette a rischio per ciascun cittadino e insegnante il rispetto dei diritti costituzionalmente sanciti" scrivono i docenti dell'agrario Serpieri e del liceo Fermi di Bologna e condividono in tanti.


Simonetta Ginocchietti, prof di matematica all'Anco Marzio, tra le promotrici del Teacher Pride, spiega: "Ci sono state tante adesioni. Noi dalle 11, a cavallo della ricreazione, abbiamo letto nel cortile della scuola gli articoli 21 e 33 della Costituzione ma anche uno stralcio dell'articolo 3 e della dichiarazione universale dei diritti umani. La nostra dirigente ci ha appoggiati. Vediamo la libertà di opinione e manifestazione dell'opinione minacciata".

Anche il liceo artistico Caravaggio di Milano ha aderito. "Stavo spiegando Aristotele alla mia terza - racconta Federico Ferri - alle 11 in punto mi sono ammutolito, mi sono alzato, ho letto gli articoli e poi ho spiegato cosa stavo facendo e perché riprendendo con loro il fatto di cronaca. Era importante secondo me che fosse un docente a spiegarglielo. La sensazione che ho provato è stata quella di fare qualcosa, forse non sufficiente, ma comunque qualcosa. Credo ci vorrebbe uno sciopero Confederale per reagire a tutto quello che sta accadendo, il provvedimento è stato un gesto intimidatorio".


Martina Antoci dell'istituto comprensivo Munari racconta la sua lezione agli studenti con letture anche da Calamandrei e Gramsci: "Erano tutti dell'idea che l'insegnante di Palermo avesse fatto benissimo il suo dovere perchè i suoi alunni hanno capito come usare la storia come strumento di analisi del presente. Una cosa che è successa anche a noi, in verità quando abbiamo studiato la Shoah; in quell'occasione abbiamo riflettuto sulla storia di Liliana Segre e i ragazzi a un certo punto, facendo un parallelismo spontaneo, mi hanno detto: ma prof è proprio quello che sta succedendo ai migrantì. All'epoca c'era ancora una nave bloccata in porto". I ragazzi dell'associazione Acmos di Torino hanno manifestato con maschere e cartelli negli istituti Boselli e Peano.

Aderiscono l'Anpi di Roma, tanti movimenti ed associazioni, i sindacati con gli insegnanti promuovono tra oggi e domani presidi davanti agli uffici scolastici e alle Prefetture per chiedere il ritiro del provvedimento. Venerdì 24 maggio è prevista una manifestazione davanti al Miur. I sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno organizzato nello stesso giorno un'assemblea e una fiaccolata a Palermo. Ma già domani alle 16 i Cobas annunciano una protesta in viale Trastevere.

All'uscita di scuola studenti e professori hanno fatto una catena umana "Costituzione alla mano" al liceo Socrate di Roma. "Nessuna censura sulle nostre idee. Sospendeteci tutti" è lo slogan apparso questa mattina sugli striscioni fuori da alcune scuole superiori di Pisa affissi dalla Rete degli Studenti Medi.

Il Pride dei docenti, lezioni alternative nelle classi d'Italia

Lo striscione all'università di Udine

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Anche gli universitari si sono mossi. Un appello al presidente della Repubblica  è firmato dai presidenti di oltre 50 associazioni e consulte dell'area umanistica. "Libera è la scienza e libero ne è l'insegnamento!" è lo striscione di alcuni ricercatori e dottorandi del dipartimento di Agraria a Udine che stamattina hanno interrotto le proprie attività per portare solidarietà alla professoressa di Palermo. Dicono: "L'indifferenza è complice". E loro non vogliono esserlo insieme ai colleghi del dipartimento di Chimica dell'ateneo di Torino. Un flash mob contro la deriva autoritaria lo hanno promosso i docenti e gli studenti del dipartimento di Formazione, Psicologia e Comunicazione di Bari. All'università di Bologna i linguisti si sono fermati alle 11, durante un convegno al dipartimento di Italianistica, per leggere gli articoli della Costituzione: professori in piedi a difesa del diritto alla libertà di parole e del sapere.