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Il Manifesto - Serrata a scuola contro i prof

Serrata a scuola contro i prof PIO D'EMILIA - CORTINA D'AMPEZZO Iprofessori scioperano? E noi sbattiamo gli alunni in mezzo alla strada. E' successo lunedì scorso a Cortina, alla scuola media s...

19/11/2001
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il manifesto

Serrata a scuola contro i prof
PIO D'EMILIA - CORTINA D'AMPEZZO

Iprofessori scioperano? E noi sbattiamo gli alunni in mezzo alla strada. E' successo lunedì scorso a Cortina, alla scuola media statale Zardini. Che di fronte a un'adesione più massiccia del previsto allo sciopero degli insegnanti ha regito con una vera e propria serrata. Non essendo in grado di garantire la sorveglianza, la direzione ha ordinato ai ragazzi di alcune classi di uscire dalla scuola e di rientrare alla quinta ora. E chi è rientrato a casa, il giorno dopo ha dovuto portare la giustificazione, per aver "saltato" l'ultima ora.
Due ore di libertà, insomma, che alcuni ragazzi magari hanno anche apprezzato, ma che ha mandato su tutte le furie i genitori: "All'uscita della scuola ho trovato mia figlia intirizzita dal freddo e stravolta", dice il padre di Deborah (nome fittizio), prima media. "Ma scherziamo? Io so che mia figlia è a scuola e invece se ne sta in giro, abbandonata? E se questo avvenisse a Napoli, a Milano? Sto seriamente valutando l'ipotesi di denunciare penalmente la scuola". E secondo Giampaolo Vigolo, della direzione nazionale della Cgil scuola, ne ricorrono tutti i presupposti. "Si tratta di un fatto gravissimo. La scuola ha il dovere di garantire la sorveglianza degli alunni affidati. Se la cosa è successa davvero, questo genitore fa benissimo a denunciarla". E non sembra che il fatto che la scuola abbia avvertito preventivamente i genitori riduca la responsabilitè dell'Istituto. Nella nota dettata ai ragazzi, infatti, si comunicava che a causa dello sciopero "gli alunni avrebbero potuto essere mandati a casa prima". "Non basta -spiega Giampaolo Vigolo - la legge parla chiaro. L'informazione ai genitori deve essere sempre puntuale e precisa. Non improntata all'aleatorietà, come in questo caso. La scuola è affidataria dei minori, e deve sempre indicare con esattezza i servizi che intende garantire". Che la cosa sia accaduta davvero, non sembra esistano dubbi. Lo ammette infatti la stessa preside dell'Istituto, professoressa Maria Giovanna De Menego. "Ammetto di avere sbagliato" ha dichiarato la professoressa De Menego "il fatto è che non ero presente in istituto quel giorno, ed è stata presa una decisione sbagliata".
Purtroppo, sembra che non sia la prima volta che presso questa scuola si ricorra ad interpretazioni arbitrarie della legge 146, quella che regola l'esercizio del diritto di sciopero. E non solo per quanto riguarda il trattamento degli alunni. Corre voce - confermata da una dipendente amministrativa - che in occasione degli scioperi si proceda ad una non meglio definita "segnalazione" alla questura dei docenti che aderiscono. Un fatto inaudito, che di fatto rapresenta una gravissima intimidazione per i docenti, soprattutto in una realtà di paese. "Beh, in effetti è sempre stato fatto, ma si tratta di una comunicazione a fini statistici, loro ce la chiedono, noi lo comunchiamo perché è sbagliato?" Una segretaria della scuola cade dalle nuvole, ma sostanzialmente conferma. La segnalazione avviene. E si estende anche ad altre scuole, come l'Istituto d'Arte, dove peraltro la nuova preside ne ha ordinato l'immediata sospensione. "In ogni caso è una fatto gravissimo" spiega Giampaolo Vigolo "non ci risulta che le forze dell'ordine abbiano tra i loro compiti anche quello di approntare statitische sull'adesione agli scioperi. Se questa tipo di segnalazione avviene, è pura e semplice schedatura". La notizia sorprende anche il responsabile della Cgil scuola di Belluno, Carigliano. "Indagheremo. Se è vero denunceremo immediatamente la cosa alla polizia".