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«Il danno è per i ragazzi tutte queste lezioni non verranno recuperate»

Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi

27/09/2020
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Il Messaggero

Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, la scuola va avanti anche grazie ai supplenti?
«Direi proprio di sì, basta considerare che un quarto dei docenti in cattedra è precario. Quindi, senza di loro, non si potrebbe far lezione».
Quanti sono in tutti i precari con un incarico?
«Lo scorso anno si contarono oltre 200mila contratti a tempo determinato, anche 250mila. Con l'emergenza Covid, quest'anno, le cose non andranno certo meglio».
Che cosa sta succedendo?
«Per settembre, tra le tante difficoltà della ripartenza legata alle nuove norme anti-Covid e alle incognite legate ai contagi, avevamo riposto le nostre speranze nelle nuove graduatorie provinciali dei supplenti: le Gps. Le graduatorie sono state digitalizzate, per semplificare le procedure, ma irrealtà hanno dato problemi. Di fatto andavano provate prima».
In che senso?
«Si tratta di una nuova procedura e, come tutte le cose, andava messa in moto prima. Andava verificato che potessero funzionare. Invece la prova la si sta facendo ora, in questi giorni, ad anno scolastico già iniziato. Quindi i problemi che emergono, si stanno affrontano strada facendo. Ma intanto in classe non arrivano i supplenti e le nomine vengono ripetute. Di fatto è un lavorone».
Perché non funzionano le nuove graduatorie?
«Stanno emergendo problemi nei punteggi, si tratta di errori da sistemare. A Firenze, ad esempio, le nomine già fatte sono state tutte annullate. E devono essere rifatte. Ma i problemi sono un po' ovunque, si stanno verificando a macchia di leopardo. Si tratta quindi di sistemare tutte le criticità. Poi vedremo i risultati. Sicuramente una volta andate a regime le Graduatorie provinciali dei supplenti saranno molto più efficienti rispetto a quelle che avevamo in passato: confidiamo quindi nel prossimo anno».
Senza il supplente in classe, che cosa succede?
«Succede che, senza docente, la lezione non si può fare. Ci sono scuole a cui manca all'appello addirittura il 50% dei supplenti, ci stanno arrivando le segnalazioni: saranno casi limite ma ci sono. In altre situazioni ci saranno percentuali più basse ma le carenze ci sono. E allora che si fa? E' inevitabile che gli istituti siano costretti a ridurre il tempo scuola. In molti casi, in questa prima fase, salta anche il tempo pieno e per le famiglie è un problema».
Queste ore di lezione come si recupereranno?
«Non si recupereranno, ovviamente. Non si può fare».
Perché no?
«Non possiamo dire ad uno studente di restare a scuola 10 ore, quando arriva il supplente, né possiamo dire al supplente che deve recuperare le ore perse quando lui non c'era. Non può certo farsene carico. Sono ore perse che non vengono recuperate».
E la didattica?
«La didattica ci perde, è evidente. E non viene recuperata. Durante l'anno si può recuperare qualcosa ma durante l'orario scolastico. E' sempre così, ogni anno nei primi giorni si presenta questo problema. Ora però è peggio, ripeto: il Covid di certo peggiora tutto».
In che senso?
«Con la necessità del distanziamento le scuole si organizzano sdoppiando le classi o facendo i turni, quindi le ore di lezione sono già ridotte. Va da sé che, se manca anche il supplente, l'orario è ai minimi termini».
Le classi possono stare in presenza solo se ci sono gli spazi necessari e i banchi monoposto, stanno arrivando?
«Non lo so, mi arrivano segnalazioni di consegne previste e poi ritardate. Non stanno arrivando: la consegna va a rilento. Per fare chiarezza chiediamo un'operazione trasparenza: vorremmo sapere quanti arredi sono arrivati e dove. Quanti ne mancano ancora? Da qui a un mese, quindi fine ottobre, dovranno arrivare tutti, sarà così? Le scuole devono saperlo per potersi organizzare»
L.Loi.