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Gli studenti applaudono Faraone: dateci potere. I sindacati: riforme da voto di scambio

Pantaleo: "No all''utilizzo di questionari elaborati in forma anonima, no all''utilizzo delle opinioni degli studenti per la premialità o per lo sviluppo della carriera dei singoli docenti".

22/01/2015
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la Repubblica

Corrado Zunino

​Gli studenti valuteranno gli insegnanti, dice il sottosegretario all''Istruzione Davide Faraone a "Repubblica". Dal prossimo anno scolastico nelle scuole superiori due milioni e mezzo di ragazzi tra i 15 e i 19 anni avranno a disposizione un questionario in cui, a fine stagione, giudicheranno i loro docenti: puntualità, chiarezza d''esposizione, efficacia della didattica. In ogni istituto, poi, gli studenti potranno eleggere un loro rappresentante che andrà a ricoprire uno dei cinque posti del nucleo di valutazione (gli altri quattro saranno affidati al preside e a tre insegnanti esperti). Il nucleo di valutazione scriverà il rapporto di autovalutazione annuale (Rav) della scuola, avrà voce sugli scatti di merito degli insegnanti e anche sull''anno di prova necessario per il neo-docente da stabilizzare.

Sì, il "pacchetto studenti" che entrerà a giorni nel decreto "Buona scuola" e sarà efficace già dal prossimo settembre somiglia a una rivoluzione. La sta spingendo il sottosegretario Faraone, che da ottobre a oggi ha lodato le occupazioni, incontrato molti giovani. Le reazioni degli studenti alla "valutazione dei prof" sono positive. Accolgono la rivoluzione e addirittura rilanciano.

La Rete degli studenti medi, la più influente organizzazione su piazza, per voce di Alberto Irone dichiara: "Le dichiarazioni del sottosegretario Faraone recepiscono alcune importanti richieste e proposte che da anni portiamo e che abbiamo

avanzato con forza nelle mobilitazioni d''autunno e nella consultazione del governo sulla "Buona scuola". L''idea espressa, che gli studenti debbano essere attivi protagonisti della scuola anche nei processi valutativi e decisionali, la rivendichiamo da anni. Ora vogliamo che questi propositi vengano attuati davvero e chiediamo al sottosegretario l''immediata istituzione di un tavolo con tutte le nostre rappresentanze per discutere nel merito e nel dettaglio". Rilancia, sì, la Rete dei medi: "Se il governo la pensa davvero così il prossimo passo è riformare la governance scolastica in direzione della collegialità e della partecipazione, soprattutto degli studenti".

Interviene sul tema il Movimento studenti di Azione cattolica, e sposa l''intento di governo: "La scuola deve essere luogo di vera partecipazione studentesca", scrivono Gioele Anni e Adelaide Iacobelli. "Oggi partecipazione significa garantire a tutti gli studenti eguali possibilità di accedere all''istruzione: per questo chiediamo da anni una legge quadro nazionale sul diritto allo studio e siamo felici che finalmente se ne parli in concreto. Partecipazione significa certezza di diritti e doveri per chi fa tirocinio e alternanza, che lo "Statuto delle studentesse e degli studenti in stage" dovrebbe garantire. Partecipazione significa soprattutto tornare ad aprire le nostre scuole al mondo circostante, ridando il giusto spazio alle "competenze di cittadinanza". Credono, poi, "che in un contesto di rispetto e collaborazione anche gli studenti abbiano il diritto di valutare i propri docenti e le proprie scuole. Nessun intento punitivo nei confronti degli insegnanti: "Gli scatti di merito non ci piacciono".

Sul fronte sindacale, invece, la valutazione studentesca non torna. Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, parla di "partecipazione positiva degli studenti" nella fase di autovalutazione, ma zoomando sul merito inizia a falcidiare: "Nettamente negativa è la previsione di organismi imposti dall''alto come il nucleo di valutazione ai quali demandare la compilazione del Rapporto di autovalutazione. L''autovalutazione deve essere un processo partecipato che coinvolge tutte le componenti della comunità scolastica. Nella versione del sottosegretario Faraone la valutazione, con la partecipazione degli studenti, rimane un processo sostanzialmente burocratico, utile solo per classificare scuole e personale. Mancano gli investimenti e noi siamo radicalmente contrari a logiche di competizione tra scuole e docenti". Chiude Pantaleo: "No all''utilizzo di questionari elaborati in forma anonima, no all''utilizzo delle opinioni degli studenti per la premialità o per lo sviluppo della carriera dei singoli docenti".

L''Anief, sindacato siciliano diventato popolare dopo la battaglia vinta alla Corte di giustizia europea sui precari da assumere, parla di rischio "voto di scambio". Dice Marcello Pacifico, presidente dell''Anief: "Così l'esecutivo andrà a sbattere contro un altro muro. Dopo che dal 2009 al personale della scuola viene negato un nuovo contratto di lavoro, si intende sostituire l''unico elemento in grado di dare un minimo di dignità professionale, gli scatti automatici, con un progetto sul merito che andrà a premiare pochi eletti ora pure prescelti con modalità a dir poco discutibili. Dietro a un modello del genere si cela il rischio del voto di scambio".

Il consorzio Almalaurea ha già realizzato diversi sondaggi nelle scuole superiori su come gli studenti valutano i loro insegnanti. Le rilevazioni, sostanzialmente, sono positive. Nel 2014 i diplomati soddisfatti dei cinque anni trascorsi a scuola sono stati l'82 per cento (erano l'86 nel 2010). Il 79 per cento ha ritenuto competenti i docenti che li hanno seguiti, il 73 per cento li giudica chiari nell'esposizione.