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Diesse: Dopo Caserta liberalizzare la professione docente

Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica)

14/01/2007
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DOPOCASERTALIBERALIZZARE LA PROFESSIONE DOCENTE

La preannunciata autonomia finanziaria delle scuole alle quali dovrebbe essere applicato, secondo le recenti dichiarazioni del Ministro Fioroni, il regime delle Fondazioni può costituire, se verrà disegnata secondo il modello inglese, un passo avanti verso la auspicata de-statalizzazione dell’istruzione nel nostro Paese. La possibilità offerta agli istituti scolastici di far conto sui finanziamenti privati introduce anche dal punto di vista concettuale un’immagine di gestione della scuola che è pubblica ma non statale. Poste determinate garanzie, il contributo dei soggetti che puntano sulla scuola come risorsa indispensabile per la crescita dell’intera comunità (enti e associazioni), farebbe decollare il sistema verso quella eccellenza e aderenza ai bisogni della realtà che oggi solo in pochi casi si verifica. Sarebbe inevitabile anche la costituzione di consigli di amministrazione che si affiancherebbero ai consigli di istituto: una prospettiva del tutto alternativa all’attuale distribuzione dei fondi a pioggia sulle scuole da parte del centro. C’è però un nodo che dovrà essere sciolto al più presto, ed è quello relativo ai docenti. Se la scuola esce dall’atavico ingessamento statalistico, anche la categoria docente deve liberalizzarsi e cominciare a concepire il proprio lavoro come una professione più che come un esercizio di stampo impiegatizio. Temi come la chiamata diretta degli insegnanti da parte delle scuole-fondazioni; lo sviluppo di una carriera dei docenti; la formazione in servizio continua e riconosciuta (giuridicamente ed economicamente) e, infine, la valutazione esterna e l’autovalutazione devono entrare a far parte del lessico della cultura professionale e non essere visti come dei tabù. Ovvie le resistenze dei sindacati cui verrebbero sottratte materie sulle quali esercitano l’egemonia assoluta in sede di contrattazione; ovvie le resistenze perfino di una parte del corpo insegnante. Eppure la fuoriuscita dall’unicità della funzione docente è come la cartina di tornasole che dimostrerà la attendibilità delle enunciazioni casertane del ministro.

Fabrizio Foschi
Presidente Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica)


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