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Bonus merito, parte la trattativa

La Manovra ha tolto i fondi dalla disponibilità dei presidi. I sindacati chiedono chiarezza

21/01/2020
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ItaliaOggi

CArlo Forte

Ripartono le trattative sul bonus. Il 16 gennaio scorso le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto di lavoro hanno chiesto al ministero dell'istruzione l'apertura di un tavolo, per definire le implicazioni della destinazione dei fondi per il bonus docenti alla contrattazione di istituto. Il tutto con particolare riferimento alla cessazione del vincolo di destinazione d'uso.

La novità deriva dal comma 249, dell'articolo 1, della legge di Bilancio 2020 (legge 160/2029), la quale prevede che «le risorse iscritte nel fondo di cui all'articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione».

La norma cancella il vincolo di destinazione d'uso dei fondi del bonus docenti ponendo le relative risorse nella piena disponibilità della contrattazione integrativa d'istituto. L'effetto è quello di sottrarre alla discrezionalità del dirigente scolastico l'utilizzo dei relativi fondi, prima vincolati, consentendo di utilizzare tali risorse per retribuire le prestazioni eccedenti l'orario di lavoro dei docenti e cancellare, almeno in parte, la piaga del lavoro gratuito.

Si tratta di una dotazione media di circa 24mila per istituzione scolastica, che adesso potrebbe essere destinata, per esempio, ad onorare i crediti dei docenti che sforano sistematicamente il monte delle 40 ore delle attività funzionali all'insegnamento.

Le nuove norme peraltro, sono immediatamente esecutive, non essendo stato previsto dal legislatore alcun passaggio in sede di normazione secondaria, se non quello della definizione delle norme di dettaglio da parte della contrattazione integrativa di istituto. E siccome le nuove disposizioni non possono essere derogate dai contratti collettivi (si veda Italia Oggi di martedì scorso), le scuole dovranno necessariamente rivedere i contratti già conclusi e adeguare quelli ancora in itinere.

Di qui la richiesta dei sindacati firmatari Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams di un tavolo negoziale presso il ministero dell'Istruzione» si legge nella nota diffusa «per definire le implicazioni che le nuove norme nell'immediato comportano. Ciò al fine di dare indicazioni coordinate alle istituzioni scolastiche per una corretta gestione di disposizioni che intervengono ad anno scolastico avviato». Le organizzazioni sindacali hanno comunque ribadito la loro richiesta di destinare i 200 milioni del bonus agli incrementi degli stipendi del personale.


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