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Bonus cultura, l’annuncio di Bonisoli: 18 app dal 2020 diventa strutturale

Il ministro della Cultura: i 500 euro varati dal governo Renzi restano ma cambiano. «Promuoveremo il consumo di cultura allargandolo ad altre fasce d’età»

12/07/2018
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Corriere della sera

Non solo verrà confermata per decreto per il 2018 e 2019 ma dal 2020 il bonus cultura diventerà - pur con alcune sostanziali modifiche - strutturale. Lo ha annunciato oggi a Palazzo Madama il ministro della Cultura Alberto Bonisoli rispondendo alle interrogazioni del Pd. Lo si era già capito nei giorni scorsi, ma oggi è arrivata la conferma: sui 500 euro ai diciottenni voluti dal governo Renzi la marcia indietro di Bonisoli è ora completa. In un’intervista al Corriere di qualche settimana fa, il ministro l’aveva bollata come una misura sbagliata, spiegando che secondo lui i 200 milioni stanziati per questo regalo (in beni di consumo culturali) a tutti i maggiorenni italiani indipendentemente dal loro reddito avrebbero potuto essere spesi meglio. Soggiungendo che era «meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe». Una frase che aveva sollevato un vespaio di polemiche. Ebbene, i diciottenni italiani (e i loro genitori) possono stare tranquilli. Non solo 18app non verrà cancellata. Ma diventerà strutturale.

Bonus strutturale

«Nel 2016 sono stati spesi 165 milioni a fronte di una disponibilità di 290», ha sottolineato il ministro. Dal 2020 sarà un progetto strutturale, che parte da interventi nelle scuole per incidere a lungo termine nel consumo di prodotti culturali e non riguarderà solo i diciottenni. I correttivi saranno messi a punto da una commissione di esperti. Nel 2016 il 65% per cento dei soldi sono stati spesi dai diciottenni per acquistare libri, il 12% per cd e musica, il 10% per concerti, il resto per teatro, danza e altre attività. Bonisoli ricorda che «la possibilità di acquistare libri non era prevista all’inizio dal provvedimento» lanciato nel 2015 dal governo Renzi, e che «è stata aggiunta grazie ad un emendamento voluto dai 5 stelle e firmato dall’attuale sottosegretario al Mibac Vacca». Ora, dice, «restano le perplessità», che il ministro aveva già anticipato nelle scorse settimane e ribadito ieri presentando a Montecitorio le linee programmatiche del suo mandato («non ha nulla di strutturale», «non prevede interventi particolari per i giovani delle fasce più disagiate», «non è giusto limitare l’intervento ai diciottenni»). Da qui l’annuncio del nuovo progetto, questa volta «strutturale» per promuovere il consumo culturale tra i giovani partendo dalle scuole e allargando alle altre fasce d’età. L’elenco dei correttivi da mettere a punto verrà affidato «ad una commissione di esperti, che individuerà anche il modo più corretto per farli».