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Bonus 500 euro: attenzione a ricevute e scontrini, si rischia di doverlo restituire

Il decreto sulla erogazione dei 500 euro per l'autoformazione è chiaro: la somma messa a disposizione di ciascun insegnante dovrà essere rendicontata.

23/09/2015
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La Tecnica della Scuola

Reginaldo PAlermo

Il decreto sulla erogazione dei 500 euro per l'autoformazione è chiaro: la somma messa a disposizione di ciascun insegnante dovrà essere rendicontata.

In cosa debba consistere la rendicazione prevista dal decreto sul "bonus" di 500 euro non è affatto chiara e sarebbe bene che il Ministero spieghi al più presto come i docenti dovranno comportarsi.
In assenza di disposizioni chiare c'è il rischio che, alla fine dell'anno, molti insegnanti debbano restituire il "bonus" in toto o in parte.
I problemi non sono banali, anche se è del tutto evidente che alcune spese saranno - per loro natura - ammissibili senza troppo difficoltà.  Sarà questo il caso, ad esempio, delle spese sostenute per corsi di specializzazione o master universitari, spese che normalmente si possono documentare esibendo la ricevuta di pagamento (copia del bonifico bancario o ricevuta del bollettino di conto corrente postale).
Per acquisti di un certo rilievo (per esempio un tablet) l'insegnante potrà certamente richiedere al fornitore una fattura o una ricevuta.
Più complicato appare invece il caso delle spese per i libri: sarà sufficiente lo scontrino fiscale anche se su di esso non è annotato il nominativo di chi ha effettuato l'acquisto?  Il documento fiscale dovrà contenere anche l'elenco dettagliato dei libri o basterà una generica indicazione del tipo "Libri euro 35". In questo caso come si potrà essere certi che si tratti davvero di libri finalizzati alla formazione professionale?
Più complicata ancora questione degli ingressi a musei e teatri: talora il biglietto di ingresso non è neppure uno scontrino fiscale e sarà pressochè impossibile per l'insegnante ottenere un documento "personalizzato" con nome e cognome.
C'è da augurarsi che il Miur fornisca in fretta indicazioni chiare e precise. Il rischio è che - a fine anno - alcune spese vengano considerate "non ammissibili".


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