FLC CGIL
Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

http://www.flcgil.it/@3955244
Home » Rassegna stampa » Nazionale » «È il primo vero esame di vita i ragazzi perdono qualcosa»

«È il primo vero esame di vita i ragazzi perdono qualcosa»

È stata celebrata da generazioni di artisti in musica, letteratura e sul grande schermo. Ma quest'anno, a causa dell'emergenza sanitaria, la maturità rischia di scivolare via. 

04/04/2020
Decrease text size Increase text size
Il Messaggero

È stata celebrata da generazioni di artisti in musica, letteratura e sul grande schermo. Ma quest'anno, a causa dell'emergenza sanitaria, la maturità rischia di scivolare via. 
Stefania Auci, professoressa di liceo e autrice del successo letterario I Leoni di Sicilia, che cosa rischiano di perdere i ragazzi? «Quell'emozione che ti rimane dentro per tutta la vita. Non è un caso, infatti, che sulla maturità sono stati scritti film e canzoni. La maturità non è un semplice esame: per i ragazzi rappresenta molto di più. E' una tappa fondamentale della loro vita: racchiude in sé l'ansia e lo stress ma anche l'emozione e, a tratti, la comicità di quei gesti impacciati». 
Quali? 
«Ricordo come fosse oggi quella mia compagna di scuola che, senza accorgersene, seminava bigliettini per i corridoi dell'istituto: brani di traduzioni dal greco, che le uscivano dalle tasche poco prima dell'esame. E poi quelle serate a studiare insieme, fino alle tre di notte. Mancherà ai maturandi di quest'anno quella corsa finale a ripassare. Per recuperare un programma che, all'ultimo minuto, mentre lo leggi ti fa pensare: ma io, quando lo abbiamo fatto in classe, dov'ero?». 
Qualcuno allora si sentirà fortunato.
«Sì ma in realtà non lo è. La maturità è un rito iniziatico vitale, ci devi passare». 
Il primo vero esame? 
«Sì, mi dispiace che quest'anno i ragazzi saranno depauperati di tutto questo vortice di emozioni. Alzi la mano chi non ha mai sognato di ripetere l'esame». 
Anche lei? 
«Certo. Anzi, devo ammettere che per me la maturità è stata un riscatto». 
Perché? 
«Ho sempre avuto un carattere un po' anarchico. E così mentre sostenevo l'esame i commissari, che all'epoca erano tutti esterni, guardavano me e poi guardavano i voti. E pensavano boh. Insomma, devo aver fatto un figurone all'esame: la versione è andata bene e il tema di italiano molto bene». 
I commissari esterni, quindi, hanno avuto un ruolo di primo piano nel suo riscatto? 
«L'esame è importante proprio perché vai a confrontarti con persone che non ti conoscono, ti permette anche di trovare nuove modalità espressive, ti fa alzare la schiena e ti fa provare quel nuovo senso di responsabilità: hai una persona di fronte, che non ti conosce, e devi convincerla che sei in gamba». 
I suoi studenti come stanno reagendo? 
«All'emergenza? Ognuno a modo suo ma i primi giorni mi sembravano molto più reattivi, ora li vedo incupiti, più tristi. Credo allora che, durante le lezioni online, sia meglio spendere due minuti in più per capire come stanno, per parlarci un po'. Prima dobbiamo pensare al loro stato d'animo poi alla didattica. Stanno vivendo un'esperienza molto forte. Prima pensavano che le emozioni passassero attraverso i social, non si rendevano conto che quel vedersi il giorno dopo, in classe, fosse tanto importante. Ora lo sanno». 
L.Loi.