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Repubblica-Napoli-Prof in fuga dalle cattedre

L´esodo legato solo in parte alla riforma del sistema pensionistico. Tra le cause anche un diffuso senso di disagio

27/03/2006
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la Repubblica

SPORTELLO SCUOLA
L´esodo legato solo in parte alla riforma del sistema pensionistico. Tra le cause anche un diffuso senso di disagio
Prof in fuga dalle cattedre
A settembre in pensione in Campania oltre 3 mila docenti
Lo Snals: "Nelle secondarie di secondo grado si respira un clima di incertezza"
Si prevede un consistente aumento del numero degli insegnanti precari
BIANCA DE FAZIO


Due mesi fa i giornali locali e nazionali si soffermarono a lungo sulla fuga dalla scuola. Non quella degli studenti. Quella, piuttosto, dei docenti andati in pensione. Tanti, molto più numerosi di quanto si prevedesse. Ed ora spuntano i primi dati circa i professori che andranno in pensione a partire dal prossimo settembre. Oltre 3.300 solo in Campania.
Un vero e proprio esodo. Che riflette quello ancor più imponente registrato a livello nazionale: se nel settembre scorso hanno smesso di lavorare 16.606 insegnanti in tutta Italia, a settembre prossimo i prof che lasceranno il loro ruolo supereranno quota 27 mila. I pensionamenti aumenteranno, insomma, di oltre il 62 per cento. I dati sono, per ora, di fonte sindacale, perché il ministero per l´Istruzione ancora non ne ha diffusi di ufficiali. Solo a maggio verranno comunicati i numeri esatti, perché gli uffici possano provvedere alle pratiche per erogare le pensioni.
Un esodo solo in parte annunciato: la riforma delle pensioni ha messo fretta agli insegnanti, e l´approssimarsi del primo gennaio 2008, data a partire dalla quale sarà più difficile accedere al diritto del trattamento pensionistico di anzianità, ha convinto molti a ritirarsi appena possibile.
Il "si salvi chi può" minaccia, però, la scuola, che anche alla luce di questi dati vedrà un ulteriore aumento di precari. E se in Campania saranno 3.300 a lasciare le cattedre, le nuove immissioni in ruolo non supereranno, secondo le prime stime, quota 2 mila. Così l´esercito degli insegnanti precari crescerà, ma con ben poche aspettative di stabilizzazione, se il prossimo governo non provvederà ad assumere un numero consistente di insegnanti a tempo indeterminato.
La Moratti ne ha previsti 20 mila, per il prossimo settembre, ed altri 10 mila per l´anno successivo. Immissioni che copriranno solo una piccola parte dei pensionamenti annunciati. E che neppure riusciranno più di tanto a svecchiare un corpo docente che è tra i più anziani d´Europa: qui da noi un insegnante su due ha più di 50 anni, solo 1 su 100 ne ha meno di 30. Ed i precari non sono molto più giovani se è vero che le ultime assunzioni di prof nelle nostre scuole hanno abbassato l´età media di chi siede in cattedra di nemmeno un anno (da 48.8 a 48.2 anni di media).
In Campania sono stati 2.245 i docenti collocati a riposo quest´anno. Una cifra già considerevole, ma che sembra poca cosa rispetto agli oltre 1000 insegnanti in più che andranno in pensione di qui a 6 mesi, 3.309, secondo lo Snals. Ma il suo segretario, Gino Galati, precisa che molti prof vanno in pensione non per raggiunti limiti di età o per paura delle riforma che si avvicina, ma «per il diffuso clima di incertezza e di sfiducia che si respira nelle scuole, soprattutto nelle secondarie di secondo grado, per il disagio tra i docenti nei confronti di una riforma dai molti aspetti ancora non definiti e che impone nuovi oneri senza compensi ad essi corrispondenti».
Per non parlare del diffuso disagio esistenziale, delle frequenti malattie psichiatriche che colpiscono la categoria, e che la portano sino all´"inabilità al servizio". Basti pensare che su 100 prof che vanno in pensione, solo 20 lo fanno per raggiunti limiti d´età.


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