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Repubblica-Bari-La regione blocca il piano della Moratti

assessore regionale alla Formazione professionale blocca il piano della Moratti. E attacca i sindacalisti... "Il ministero non decide niente" Silvestri: tagli assurdi, non chiuderemo que...

30/08/2002
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la Repubblica

assessore regionale alla Formazione professionale blocca il piano della Moratti. E attacca i sindacalisti...
"Il ministero non decide niente"
Silvestri: tagli assurdi, non chiuderemo quelle scuole
l'avvertimento Facciano pure i loro studi e le indagini, ma ricordino bene che i provvedimenti in merito alle riforme nella scuola spettano soltanto alla Regione
l'accusa Non avremmo mai potuto immaginare di chiudere i battenti a strutture come il Romanazzi o il Panetti o anche il Pitagora
MICAELA ABBINANTE


Sulla scuola di Letizia Moratti continua ad imperversare la bufera. E mentre tra l'Ufficio scolastico regionale, il Csa (ex provveditorato), i sindacati, i presidi e i docenti regnano sovrane la confusione e l'incertezza, Andrea Silvestri, assessore alla formazione, interviene per chiarire il ruolo che gioca la Regione in tutta questa storia: "Il Ministero della pubblica istruzione faccia pure i suoi studi e le sue indagini, ma le decisioni in merito alle riforme nella scuola spettano soltanto alla Regione".
Allora, assessore Silvestri il Ministero non ha nessun potere? "Certo, da Roma possono giungere indicazioni generali, pareri e proposte che le singole amministrazioni possono accettare o meno, ma l'applicazione spetta in ogni caso alle singole Regioni che devono sempre lavorare in accordo con gli enti di competenza. La riforma del titolo 5 della Costituzione ha infatti previsto che anche in ordine alle questioni che riguardano la scuola le amministrazioni regionali hanno piena autonomia. Quindi solo la Regione potrebbe predisporre un'iniziativa come quella di cui si parla in questi giorni. Esattamente come è successo nel 2000, quando il taglio di cinquanta istituti venne affidato dall'allora ministro Berlinguer al governatore Raffaele Fitto. In quel caso vennero tagliate le scuole che avevano un numero di alunni inferiore a 500".
Qual è la posizione della Regione Puglia sul piano di dimensionamento della scuola?
"Pensiamo che tagliare istituti dalla lunga tradizione e dalla comprovata funzionalità sia semplicemente assurdo. Non avremmo mai potuto immaginare di chiudere i battenti a strutture come quella dell'istituto tecnico "Romanazzi", dell'industriale "Panetti", del tecnico per geometri "Pitagora", dell'istituto tecnico "Elena Di Savoia" o della scuola media "Manzoni-Lucarelli. Tra l'altro in Regione non sono mai giunti documenti ufficiali che parlino di dimensionamenti e tagli".
E la lista con i 91 istituti tagliati dalla falce della Moratti?
"Si tratta di notizie faziose, messe in giro da qualche sindacalista e che ora stanno solo seminando il panico tra insegnanti e presidi proprio alla vigilia della riapertura delle scuole che richiede il massimo della tranquillità e della serenità".
Guardi che il piano è su carta intestata del ministero e non della Cgil.
"Sì, ma si sta dando vita ad un circolo vizioso per cui le notizie rimbalzano da una scrivania all'altra, ma nessuno degli enti di competenza ha ricevuto notizie fondate su provvedimenti di tal genere".
Ma lei ne era a conoscenza?
"Certo, si tratta di uno studio generale sulle condizioni della scuola in Puglia che ci riguarda da vicino ma che non abbiamo svolto in prima persona. Tra l'altro non sono d'accordo neanche con la scelta del criterio di valutazione che è stato adottato. Una semplice proporzione non può certo rimettere ordine in una situazione molto complessa che ha bisogni di indagini approfondite e di studi fatti sul territorio. Sarebbe stato più corretto utilizzare altri criteri".
Quali?
"Per esempio la qualità del servizio offerto da ogni singola struttura o la capacità di adattarsi alle nuove richieste, la propensione ai collegamenti con in mondo del lavoro, la flessibilità nelle dinamiche di insegnamento o ancora la prontezza nell'utilizzare tutte le possibilità che oggi i fondi dell'Unione Europea mette a disposizione della scuola. Gli stessi criteri, insomma, che utilizza la Regione nei suoi studi sulla salute del sistema scolastico italiano. Non si può pretendere di disegnare un quadro completo soltanto affidandosi ad una proporzione".
Quindi la Regione Puglia, dopo un'analisi della situazione non ha ritenuto necessario procedere con un dimensionamento degli istituti scolastici?
"Nella nostra lista delle priorità da affrontare in questo preciso momento non c'è affatto il taglio delle strutture esistenti, ma anzi il loro potenziamento attraverso per esempio le sperimentazioni previste dalla legge di riforma del ministro Moratti o ancora l'utilizzazione dei fondi dell'Unione Europea".
Qual è il messaggio che vuole lanciare al mondo della scuola?
"Vorrei che i presidi si tranquillizzassero perché, ripeto, qualsiasi decisione di questo genere deve passare dalla Regione e dal tavolo tecnico che abbiamo instaurato con l'Ufficio scolastico, non può certo dipendere da un capriccio del Ministro dell'Istruzione. E noi, non abbiamo mai pensato ad un progetto simile. Quindi, è necessario che in ogni singolo istituto scolastico e ancora di più in quelli travolti da questa assurdità si creasse un clima di serenità. Tra pochi giorni riprendono le attività ed è necessario il massimo della chiarezza".


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