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Messaggero-Marche-Tagli del 30% ai fondi degli istituti, sindacati in rivolta. La preoccupazione dei presidi

A rischio tutte le attività e anche il sostegno agli handicappati. Rifondazione: "Un attacco alla scuola pubblica, le famiglie si mobilitino" Scuola, parte la caccia agli iscritti: ma è stangata T...

14/01/2003
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Il Messaggero

A rischio tutte le attività e anche il sostegno agli handicappati. Rifondazione: "Un attacco alla scuola pubblica, le famiglie si mobilitino"
Scuola, parte la caccia agli iscritti: ma è stangata
Tagli del 30% ai fondi degli istituti, sindacati in rivolta. La preoccupazione dei presidi
di CLAUDIA GENTILI

Il governo Berlusconi riduce i finanziamenti per gli alunni portatori di handicap iscritti alla scuola pubblica. Tagli sino al 30 per cento ai budget. Risultato? Scuole in rivolta. Tutte le attività sub judice. E se per domani Cigil, Cisl e Uil hanno indetto una rumorosa conferenza stampa, Rifondazione comunista ieri è scesa già in campo, invitando famiglie e insegnanti alla mobilitazione. "I dirigenti delle istituzioni scolastiche delle Marche hanno ricevuto dall'Ufficio scolastico regionale l'invito a non emettere più pagamenti relativi alla formazione e all' aggiornamento del personale, al funzionamento didattico delle scuole, alla sperimentazione nelle classi con alunni portatori di handicap, all'acquisto di attrezzature tecniche, sussidi didattici e ausili tecnici per l' integrazione di alunni handicappati", afferma una nota della segreteria regionale di Rc. Un provvedimento del ministero dell'economia, dicono i comunisti, "che vanifica nei fatti la sbandierata autonomia scolastica, mette a repentaglio il funzionamento ordinario della scuola pubblica e la ferisce nei suoi punti più deboli e delicati". Una scelta che il Prc definisce "tanto più odiosa" alla luce della legge finanziaria e dei provvedimenti adottati a favore della scuola privata.
Quello di Rfondazione è una vera e propria chiamata alla mobilitazione: "L'opinione pubblica marchigiana prenda coscienza del disegno di mortificazione ed impoverimento della scuola pubblica che il governo Berlusconi persegue", conclude la nota, invitando il personale della scuola, il movimento degli studenti e la società civile "alla più ampia mobilitazione in difesa della scuola pubblica e dei soggetti svantaggiati".
Una notizia che piomba ad appena due settimane dallo scadere dei termini per le iscrizioni alle prime classi e la situazione della scuola superiore si prospetta tutt'altro che rassicurante. I tagli previsti dalla Finanziaria approvata per il 2003 erano attesi, ma non ci si aspettava che fossero di tale entità. Tagli che non sono ancora stati comunicati a chi effettivamente dovrà "farci i conti", cioè le scuole stesse. Ciò significa che molte delle attività preventivate nel Pof (piano offerta formativa) dei vari istituti, non potranno essere attivate. Le reazioni all'interno della scuola sono ancora caute, in attesa che si sappia qualcosa di più preciso, ma la preoccupazione è evidente. "Le notizie arrivano a pezzi e bocconi - fa sapere Fiorello Gramillano, preside del liceo Galilei di Ancona - quindi per ora posso solo ragionare a caldo. Se davvero i tagli fossero così consistenti, molte attività verranno compromesse. Bisognerà vedere in che modo questi tagli sono ripartiti, aspettare i capitoli di spesa. Potrebbero riguardare il funzionamento, il personale o la formazione. Facciamo un esempio: se i tagli sono sul personale e mi trovo senza un bidello, questo comporterà magari che dovrò tenere aperta la scuola tre pomeriggi invece che cinque. Cosa significa? Che alla fine dovrò sacrificare l'attività extra - curriculare in quei due giorni in meno". Il taglio atteso era del 5 o 6% "e già mi preoccupava. Così dovrò ridurre o annullare attività di recupero, sostegno o approfondimento per gli studenti che hanno qualche problema". Alcuni istituti, tra cui il Galilei, prevedono un contributo da parte delle famiglie per le attività. "Certo non posso chiedere alle famiglie di accollarsi quello che un taglio del genere sul budget, comporterà". Solo poco tempo fa, c'era stata la certezza di un bonus per "quegli insegnanti che si erano auto-aggiornati - continua Gramillano - con libri o altro, pagati di tasca loro. il bonus era di circa 42 euro. Una cifra irrisoria ma comunque importante. Il decreto del 29 novembre 2002 l'ha annullato". Tempi duri per la scuola che nei prossimi giorni dovrà incontrarsi per decidere azioni comuni. Preoccupato anche il preside del liceo classico Rinaldini, Rino Arcangeli, di poche ma esaurienti battute sull'articolo della finanziaria che tratta i tagli alla scuola: "Con questi chiari di luna, sarà molto difficile poter fare qualcosa. I tagli sono notevoli e di tutte le idee e le buone intenzioni per stimolare i ragazzi ne rimarrà ben poco".


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