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Mattino-PAdova-Gli industriali bocciano la riforma della scuola

Proposti dei correttivi per gli istituti superiori Gli industriali bocciano la riforma della scuola VENEZIA. La riforma della scuola, ed in particolare le indicazioni relative alla trasformazion...

08/05/2003
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Il Mattino

Proposti dei correttivi per gli istituti superiori
Gli industriali bocciano la riforma della scuola

VENEZIA. La riforma della scuola, ed in particolare le indicazioni relative alla trasformazione degli istituti tecnici in licei tecnologici, sono nel mirino della Confindustria e degli Industriali del Veneto che ne mettono in discussione alcuni aspetti proponendone dei correttivi. Agli imprenditori - come rileva una nota - non piacciono le due ipotesi di riforma relative agli istituti tecnici: la prima, nel caso che fossero solo questi gli istituti lasciati in gestione alla Regione, e la seconda, la più probabile, che li vedrebbe trasformati in licei con indirizzi generalisti quali artistico, tecnologico ed economico.
Per gli Industriali del Veneto la proposta di riforma non è condivisibile perchè non mette in evidenza una serie di passaggi che vengono ritenuti inderogabili, pena il depauperamento di un sistema formativo che funziona. Se da istituti tecnici si vuole passare a licei tecnologici per gli Industriali è necessario che le cosiddette aree generaliste di indirizzo vengano a loro volta suddivise in precisi settori funzionali all'inserimento nel mercato del lavoro. In questo senso, ad esempio, per gli Industriali il liceo tecnologico dovrebbe avere degli indirizzi formativi rivolti a più aree come l'elettronica e meccanica (meccatronica), l'informatica e o la chimica e chimico ambientale così come i licei economici dovrebbero portare, tra l'altro, a specializzazioni verso le aree amministrativo-commerciale, marketing e internazionalizzazione, gestione, ambiente e territorio.
Il tutto - secondo gli Industriali del Veneto - legando la formazione con stage in azienda nell'ottica dell'alternanza scuola-lavoro. Altro punto di eccellenza dovrebbe essere quello di pensare il liceo tecnologico come uno strumento funzionale, per le aree dove esistono, ai poli industriali di eccellenza o ai distretti industriali in stretto legame, quindi, con il territorio e la programmazione della Regione su cui gravitano mettendoli in stretto rapporto con imprese, Università e sistema formativo post-scolastico.
Sempre in ambito scolastico punta ad un ripensamento complessivo dei servizi per il diritto allo studio in ambito veneto il disegno di legge di riordino degli interventi per garantire il diritto allo studio licenziato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio regionale per l'approvazione. Nel darne notizia, l'assessore regionale all'istruzione, Serrajotto, ha ricordato che la disciplina del settore risaliva in Veneto al 1985 (L.R. 31), ma il contesto normativo generale è da allora mutato (legge statale 62/2000 sulla parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione, legge regionale 1 del gennaio 2001 per gli interventi a favore delle famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie, e da ultime l'approvazione della modifica del Titolo Quinto della Costituzione, e la riforma della scuola).


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