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GdM-Bari-Luciano Lijoi (Cgil-scuola nazionale) promuove comitato dei precari

Luciano Lijoi (Cgil-scuola nazionale) promuove comitato dei precari "La politica dei tagli aiuta le scuole private" "La politica dei tagli porterà i genitori più attenti ad iscrivere i f...

23/10/2002
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La Gazzetta del Mezzogiorno

Luciano Lijoi (Cgil-scuola nazionale) promuove comitato dei precari
"La politica dei tagli
aiuta le scuole private"

"La politica dei tagli porterà i genitori più attenti ad iscrivere i figli alle scuole private". Luciano Lijoi, responsabile del settore scuola per il centro nazionale della Cgil, non usa mezzi termini per descrivere la morte dell'istruzione pubblica. Parole che segnano il volto della platea dei precari - aspiranti maestri e professori con qualche capello bianco e che sognano il posto fisso - che ieri pomeriggio si sono ritrovati nella sede della Camera del lavoro del sindacato "rosso".
Bilancio della riunione: la costituzione di un comitato provinciale dei precari, per tenere sotto controllo l'evolversi della situazione e per sensibilizzare i colleghi di ruolo sui problemi che riguardano la collettività degli operatori. E poi, seguire i numerosi ricorsi per le posizioni in graduatoria. Infine, organizzare una nuova mobilitazione a carattere nazionale, cercando di coinvolgere le altre due sigle, Cisl e Uil, che non hanno aderito all'ultimo sciopero generale proclamato dalla Cgil, ma che sono scese in piazza in maniera autonoma.
"Molti docenti sono ancora disinformati sugli esiti negativi tracciati dalla Finanziaria", spiega Maurizio Lembo, segretario provinciale della Cgil-scuola. Ecco la finalità dell'incontro: rendere chiari i contenuti della manovra economica del Governo, affinché gli addetti ai lavori acquisiscano consapevolezza dei propri diritti. Lembo: "Nella guerra fra poveri, pur di esercitare il mestiere, i precari accettano spezzoni di ore, nonostante ci siano ancora cattedre vacanti". Coprirle spetta ai capi d'istituto, con le risorse interne. Sempre minori e comunque insufficienti a soddisfare le richieste. "Così accade - racconta Lembo - che un professore di un professionale di Bisceglie si trovi di fronte ad una classe di 37 studenti, compresi tre portatori di handicap".
Di qui il discorso sulla qualità, fatto da Luciano Lijoi: "A livello nazionale, sono 100mila le cattedre vacanti. Dopo 12 anni, questa è stata la prima volta che l'amministrazione centrale non ha messo in conto nessuna immissione in ruolo. D'altra parte, è aumentato il rapporto docenti-alunni e penalizzato il sostegno. Persino le deroghe - necessarie in presenza di casi particolarmente gravi - non rientrano più nelle competenze dei capi d'istituto, ma le decisioni spettano all'Ufficio scolastico regionale (Usr). Come può un ente regionale conoscere le difficoltà di ogni singola scuola"?
Ancora sui tagli: "Per mascherare la contrazione degli organici, si forniscono le tabelle ai dirigenti dell'Usr, indicando i tetti massimi, che non vanno superati. Dal momento che il budget è irrisorio, si preferisce sdoppiare le cattedre. Gli spezzoni finiscono ai titolari e non si creano nuove supplenze. A breve avremo 16mila posti in meno". Altra novità, il monte ore, "che passa a 25 ore frontali, con l'abolizione delle attività pomeridiane che arricchiscono l'offerta formativa", conclude Lijoi. Battuta finale: "La scuola pubblica non è appetibile, né competitiva. Il Governo centra l'obiettivo: privatizzare".

Antonella Fanizzi


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