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Gazzetta di Mantova: I presidi: mancano i soldi per le supplenze

Protesta l’associazione delle scuole: fondi insufficienti per il sostegno ai disabili

05/04/2006
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Gazzetta di Mantova

Nicola Corradini

Gli istituti mantovani chiedono al ministero più finanziamenti per il servizio
«Troppi tagli ai finanziamenti per le scuole: molti istituti non hanno i soldi per assumere dei supplenti». E’ un grido d’allarme quello lanciato dall’Aisam (l’associazione che raggruppa la quasi totalità delle scuole mantovane di ogni ordine e grado) sullo stato di salute delle casse e dei bilanci del servizio di istruzione pubblica. «I tagli di risorse hanno ridotto un po’ tutte le voci che compongono i bilanci delle scuole - si legge nella nota - particolarmente pesanti, tra il 30 e il 40%, quelli relativi al sostegno di alunni disabili e delle attività di laboratorio».
Il documento è indirizzato ai vertici dell’amministrazione scolastica, a partire dal direttore dell’ufficio regionale Mario Dutto e del dirigente dell’amministrazione mantovana (ma con incarichi regionali) Angelo Peticca, oltre che ai sindacati. Viene chiesto, in sostanza, «alle autorità competenti (Ministero e amministrazione scolastica, ndr) di garantire al più presto risorse adeguate». Spiega il presidente dell’Aisam Ernesto Flisi (dirigente del Liceo scientifico Belfiore) che il documento «è stato redatto dopo la lettera inviata tempo fa all’Ufficio scolastico lombardo senza ottenere riscontri».
Il quadro dipinto dai presidi è preoccupante. «Non possiamo sottacere la situazione di grave difficoltà in cui da tempo i nostri istituti si dibattono a causa del progressivo ridursi delle risorse destinate a metterci in condizione di fornire agli studenti ed alle famiglie un servizio di qualità almeno accettabile», è la premessa. Nel documento si punta ad evidenziare le economie che le scuole sono costrette ad applicare su servizi fondamentali da un punto di vista didattico e sociale. Sotto accusa finiscono i tagli al sostegno degli alunni disabili e alle attività di laboratorio che, dicono i presidi, si aggirano tra il «30 e il 40%, queste attività possono continuare a funzionare solo grazie ai contributi ‘volontari’ delle famiglie».
Non è tutto. Secondo l’Aisam «già oggi molte scuole della provincia non hanno più in cassa un solo euro da destinare al pagamento dei supplenti e non hanno informazioni sull’arrivo dei fondi necessari. I dirigenti scolastici si trovano quindi a dover scegliere tra il non poter garantire la continuità delle lezioni (rischiando il reato d’interruzione di pubblico servizio) o sottoscrivere contratti con insegnanti che non potranno pagare se non con i propri soldi». A scanso d’equivoci il documento fa un passaggio esplicito: «In molte scuole, se un insegnante si assenta per lunghi periodi per gravi motivi di salute o per maternità, non si sa come sostituirlo». Ciliegina finale, gli esami di maturità. Dal 2002 gli istituti superiori ricevono solo «acconti» per il pagamento dei compensi ai commissari e sono tenuti ad effettuare i pagamenti completi entro 30 giorni dalla conclusione degli esami. «Da anni i dirigenti attingono alle casse scolastiche impoverendole», spiega il documento.