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Emilia Romagna. Arrivano 400 insegnanti ma ne servivano 800. Il sindacato non ci sta: “Proteste a settembre”

L’assessore Bianchi però smorza: “Più posti qui che ad altre regioni. Il nodo: le zone sismiche

21/07/2014
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la Repubblica

Ilaria Venturi

A settembre nelle scuole emiliane sarebbero stati necessari 800 insegnanti in più. Posti conteggiati e reclamati dai sindacati e dalla stessa Regione. Il ministero all’Istruzione ne ha concessi la metà: 396. Per i sindacati una doccia fredda. "Pura sopravvivenza, posti insufficienti", tuonano Cgil e Cisl all’uscita della circolare di viale Trastevere. Ed è di nuovo lotta sulle cattedre, che significa garantire o meno nel prossimo anno scolastico materne ed elementari a tempo pieno, soddisfacendo tutte le richieste delle famiglie, insegnanti alle medie e nei corsi serali delle superiori. E dare docenti alle scuole colpite dal sisma in Emilia, quelle più in difficoltà.

"Se i numeri restano questi e non ci sarà un’integrazione partirà la mobilitazione", annuncia Raffaella Morsia, segretaria regionale della Flc-Cgil, ricordando che in Emilia Romagna c’è stato un aumento di novemila studenti. "Inutile parlare della scuola come priorità quando poi non si risponde ai bisogni: solo parole, la realtà dei fatti va in altra direzione, purtroppo", dichiara Anna Cicognani, segretaria regionale della Cisl scuola. I sindacati attendono l’incontro di mercoledì prossimo con la direzione scolastica. "Insisteremo per portare a casa di più". A Bologna la Flc-Cgil si attende dunque un dimezzamento del centinaio di posti necessari: "Non è possibile mantenere sempre al minimo la scuola e non rispondere alle richieste di tempo pieno", dice la segretaria Francesca Ruocco.

Anche la situazione dei bidelli non è migliore: 87 posti in più assegnati per il prossimo anno, giudicati dai sindacati una "risposta inaccettabile". La Regione, con l’assessore Patrizio Bianchi, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno perché, dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna ha ottenuto più posti nella ripartizione nazionale dell’organico di fatto (le cattedre annuali assegnate dopo la ricognizione delle necessità delle scuole). Bianchi non canta però vittoria: "Mi aspetto il riconoscimento per le scuole colpite dal terremoto che hanno un bisogno sostanziale". Chi vede il bicchiere pieno, giocando sui numeri, è invece Stefano Versari, direttore dell’ufficio scolastico regionale. In una nota diffusa ieri viene ricordato che sono complessivamente 54.975 i posti tra docenti, bidelli

e amministrativi assegnati dal ministero per il 2014-2015. E poi viene fatto il confronto tra quanto assegnato ieri e i posti di “diritto” (quelli di ruolo) assegnati in precedenza. Un paragone tra organici differenti che porta a far risultare 2.700 cattedre in più in Regione.


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