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Pantaleo: il governo Monti prosegue l'attacco allo stato sociale e ai beni comuni

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

05/07/2012
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Il governo Monti prosegue nell'opera di demolizione dell'istruzione e della ricerca pubblica iniziata dal Governo Berlusconi.

Dopo aver distrutto il sistema pensionistico, aumentato le tasse sul lavoro, cancellati diritti di civiltà per i lavoratori e precarizzato ulteriormente il mercato del lavoro, adesso, con la spending review si attaccano stato sociale e beni comuni. Si tagliano risorse al fondo ordinario delle università, si conferma il quasi azzeramento del diritto allo studio, si accorpano e sopprimono enti di ricerca senza alcun progetto strategico per rilanciare il sistema della ricerca pubblica, si riducono ulteriormente gli organici nel sostegno e si aumentano le ore d'insegnamento senza alcun aumento della retribuzione, si tagliano i collaboratori scolastici, già drasticamente ridotti per gli interventi degli anni scorsi, per appaltare all'esterno le pulizie a costi superiori.

Le scelte del Governo Monti sono antisociali e fallimentari perché fanno aumentare disoccupazione, precarietà e disperazione sociale. Un Paese che decide di non investire su istruzione e ricerca non ha futuro e il benessere delle persone viene prima degli interessi dei mercati finanziari e della speculazione. Si colpiscono lavoratori, precari, giovani e pensionati e invece non si parla più di patrimoniale, di lotta alle evasioni fiscali e di riduzione delle spese militari. Si tagliano risorse alle scuole pubbliche, si aumentano le tasse universitarie ma si garantiscono i soldi a scuole e università private.

Sarebbe questa l'equità e la giustizia sociale?

La FLC CGIL attiverà da subito estese iniziative di mobilitazione di tutti i comparti della conoscenza. A partire dall'inizio dell'anno scolastico saranno intensificate le lotte con iniziative clamorose fino ad una grande manifestazione nazionale in ottobre. Non è più rinviabile la proclamazione di uno sciopero generale a settembre per costruire una alternativa credibile alle politiche liberiste del Governo Monti che stanno affossando l'Italia.