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Comunicato unitario su scadenza CCNL 1998-2001

Sta trascorrendo invano anche il sesto mese dopo la scadenza del CCNL 1998-2001: non vi è notizia di un atto di indirizzo del Comitato di Settore, che ci consenta l'apertura del tavolo per definire il secondo biennio economico

01/07/2002
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CGIL SNUR C I S L UNIVERSITÀ U I L P. A.- U.R.

Roma, 1 luglio 2002

Alle strutture territoriali

COMUNICATO

Sta trascorrendo invano anche il sesto mese dopo la scadenza del CCNL 1998-2001: non vi è notizia di un atto di indirizzo del Comitato di Settore, che ci consenta l'apertura del tavolo per definire il secondo biennio economico.

Mentre ARAN e Confederazioni pongono le basi per il nuovo quadriennio contrattuale di tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, solo i lavoratori delle Università aspettano di conoscere quali siano le proposte dei Rettori per la definizione del vecchio contratto; e, peraltro, vi sono "code" importanti lasciate indietro dal primo biennio, quali le questioni riguardanti le strutture sanitarie e i lettori di madre lingua straniera, che sarebbe proprio l'ora di affrontare.

Anche il Governo, incalzato dalle Confederazioni e dalle iniziative di pressione, conviene che la situazione è ormai insostenibile e si attiva per una sollecita conclusione. Solo la CRUI, di cui il Comitato di settore è emanazione, continua nel suo "magnifico" silenzio.

Non sappiamo a che cosa attribuire questa enorme carenza di interesse nei confronti di un personale che consente ai Rettori di portare avanti le Sedi da loro amministrate. Non vorremmo avanzare sospetti "dietologici", ne legati allo scarso peso del personale tecnico e amministrativo nelle elezioni dei massimi organi degli Atenei.

Qualora gli intenti fossero benevoli, vorremmo far rilevare che non è fermando il tempo della busta paga che si bloccano l'aumento del costo della vita, lo scorrere dell'età, i bisogni delle famiglie. Così pure non si ferma la volontà dei lavoratori di ricevere quanto spetta loro: il rinnovo di un contratto non è una graziosa concessione, ma un diritto.

Avanziamo il dubbio che questo sia un segnale, dato tanto al Governo quanto ai Sindacati: se la spesa di un rinnovo non è a totale carico altrui, non vi è rinnovo. Qualora questo fosse, sarà bene che si rifletta sulla opportunità politica e morale di usare i lavoratori come arma per ottenere quanto, di volta in volta, necessario. Una strategia di questo tipo costituirebbe sicuramente una rilevante innovazione, ma ci corre l'obbligo di dichiarare fin d'ora che non siamo disposti a consentire l'uso dei nostri rappresentati come armi improprie.

Queste sono le ragioni che ci convincono della necessità di riprendere l'iniziativa, prevedendo una manifestazione nazionale in data che verrà comunicata successivamente.

CGIL SNUR CISL UNIVERSITA’ UIL PA-UR

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