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Elezioni del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma: la FLC CGIL chiede l’annullamento dell’intera procedura

Eletto il direttore in un clima tesissimo, con una scarsa partecipazione dei docenti e con continui e arbitrari cambi delle regole.

23/10/2019
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È stato eletto il 22 ottobre con appena 26 voti su 113 docenti aventi diritto, il nuovo direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

L’elezione è avvenuta in un clima avvelenato e attraverso una procedura che definire opaca è un eufemismo.

Ricapitoliamo i fatti.

La procedura elettorale è stata attivata con uno specifico bando del 20 settembre. Ai fini delle candidature, il bando non faceva distinzioni fra docenti di prima e di seconda fascia.

A seguito di una richiesta di chiarimento sulla candidabilità dei docenti II fascia, il MIUR si esprimeva negativamente con una nota che giungeva all’Accademia alla scadenza per la presentazione delle candidature (1° ottobre).

Nel frattempo erano già pervenute candidature di docenti di II fascia che la direzione autonomamente ha di fatto dichiarato non ammissibili e che non ha neanche trasmesso alla Commissione elettorale.

A seguito di ciò, la Commissione elettorale si è dimessa, ma la direzione in totale solitudine ha deciso di nominarne una nuova.

Le votazioni si sono svolte il 17 ottobre e la maggioranza degli aventi diritto, per protesta, non ha votato. Poiché la validità della elezione il bando prevedeva la partecipazione del 50% + 1 degli aventi diritto, la commissione elettorale non ha proceduto allo spoglio (contro il parere della direzione, che voleva si scrutinasse comunque)

Il 18 ottobre nuovo colpo di scena. La direzione indice nuove elezioni per il 21 ottobre, modifica il bando non prevedendo più un quorum per la validità della votazione e stabilendo che i primi due candidati per numero di voti sarebbero andati al ballottaggio fissato per il giorno successivo 22 ottobre.

Il 21 ottobre hanno votato 36 docenti su 113 aventi diritto. Sono andati al ballottaggio due docenti di cui il primo ha ottenuto 20 preferenze e il secondo 11.

Il 22 ottobre è stato eletto il nuovo direttore con appena 26 voti.

La FLC CGIL durante tutta la procedura elettorale è intervenuta ripetutamente chiedendo alla direzione il rispetto delle regole e comportamenti finalizzati a ripristinare un clima sereno nell’accademia. Le richieste non sono state ascoltate. Pertanto, visto quanto accaduto la FLC CGIL chiede al MIUR l’annullamento dell’intera procedura e la verifica della correttezza degli atti assunti dalla direzione.

La vicenda è emblematica di una concezione dell’autonomia intesa come arbitrio ed esercizio del potere fuori da qualsiasi regola che la FLC CGIL rigetta alla radice. L’autonomia rappresenta un potente strumento di crescita formativa, artistica, organizzativa, solo se intesa come autogoverno democratico delle istituzioni. In questo contesto comportamenti autocratici non hanno alcuna cittadinanza.

Infine la vicenda rende non più rinviabile la risoluzione del problema dei docenti di II fascia. Si tratta di una problematica ereditata dal passato che deve essere chiusa positivamente al più presto.