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AFAM: il Ministro Profumo non proroga il Consiglio Nazionale dell'Alta Formazione Artistica e Musicale

Il Presidente e i Consiglieri formalizzano la loro protesta inviata anche ai sindacati. La FLC CGIL condivide la gravità di quanto denunciato ed è impegnata affinché il Ministro ponga rimedio con la dovuta urgenza pena la paralisi del comparto.

09/01/2013
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Il 23 dicembre scorso abbiamo chiesto al Ministro Profumo di prorogare il CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) e il CNAM, parlando di "dimenticanza" molto grave che crea un vuoto di rappresentanza delle diverse componenti professionali e mette a rischio la validità legale di atti amministrativi molto importanti, quali ad esempio la definizione delle nuove classi concorsi nella scuola e l'intera attività di valutazione ed accreditamento dell'offerta formativa delle istituzioni operanti nel settore.

Purtroppo, la FLC CGIL non è stata ascoltata e l’evidenza dei fatti dimostra che non siamo di fronte a dimenticanza ma, com’è avvenuto per la mancata risposta al gravissimo problema dei precari dell’AFAM e degli Istituti Musicali Pareggiati, di una scelta, ovvero il Ministro ha deciso di non adottare un provvedimento giusto e opportuno e oltretutto inevitabile come ben spiega il presidente prof. Furlanis nella lettera allegata: "…omissis…Non essendosi inoltre provveduto ad avviare nei tempi previsti dalla normativa  - almeno sei mesi prima della scadenza del CNAM, dunque nei primi mesi del 2012 - alcuna procedura di rinnovo dell’organo, l’assenza di un’iniziativa diretta alla proroga legislativamente od amministrativamente disposta appare nondimeno come una grave mancanza destinata a produrre pesanti conseguenze sul sistema AFAM, già provato dalla lunga e non ancora conclusa fase di attuazione della Legge 508/99. La mancata indizione delle elezioni nei tempi previsti dalla normativa vigente, unita alla mancata emanazione del nuovo regolamento per l’elezione dell’organo ed all’omissione della soluzione alternativa - consistente nella proroga dei componenti dell’organo tecnico - generano, infatti, una situazione di vacatio - destinata a protrarsi per almeno diversi mesi - nella gestione organizzata dell’intera area, impedendo, in particolare, la ridefinizione armonica delle aree di rappresentanza e paralizzando l'intera attività di valutazione ed accreditamento dell'offerta formativa delle istituzioni operanti nel settore, in considerazione anche dell’applicazione della nuova normativa in termini di ordinamenti didattici ed equipollenze tra titoli di studio universitari e AFAM sancita dalla legge n. 228 del 24 dicembre 2012...".