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AFAM: DPR su programmazione e reclutamento

All’audizione al CNAM la FLC esprime il proprio parere negativo.

01/02/2008
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I Sindacati dell’AFAM, nella giornata di martedì 29 gennaio .u.s. sono stati sentiti dal CNAM in merito allo schema di DPR su programmazione e sviluppo e reclutamento dell’AFAM.
La FLC già in passato, in occasione di altri incontri ufficiali con l’Amministrazione e con il CNAM, aveva rappresentato le proprie critiche relativamente al testo.
Lo schema in questione è suddiviso in due Titoli.

Relativamente al Titolo I – sviluppo e programmazione del sistema la FLC ritiene che:

  • l’articolato non pone tra gli obiettivi (art. 3) prioritari quello di assestare e valorizzare l’esistente e mette al primo punto l’istituzione di nuove accademie, conservatori, isia, centri di alta specializzazione e politecnici delle arti; al secondo la razionalizzazione dell’esistente, per arrivare poi a prevedere lo sviluppo di “poli territoriali”. Solo alla lettera d) prevede il potenziamento delle istituzioni mettendo sullo stesso piano statali e non statali non individuando quindi, quale prerogativa essenziale la centralità del sistema pubblico

  • affida a “soggetti terzi” un ruolo determinante per lo sviluppo del sistema

  • non “ipotizza” un sistema che nella sua evoluzione e sviluppo si collochi in totale assonanza con l’Università a partire dal porre le basi perché la ricerca nei settori propri dell’AFAM sia effettiva e non virtuale, abbia le strutture organizzative dedicate e, ovviamente, sostenute da risorse adeguate.

Nel merito del Titolo II – Reclutamento del personale – il giudizio formulato dalla FLC, cui si sono associati con diverse motivazioni tutti i Sindacati, è assolutamente negativo.
Di nuovo, in perfetta simmetria con la parte precedente, non si compie alcuna scelta netta di modello istituzionale, neppure nello stato giuridico del personale.
Si ipotizza un modello ibrido in cui si mantiene l’impianto della scuola, non viene assegnata alcuna autonomia alle istituzioni, e al tempo stesso si mutuano alcune caratteristiche dell’Università.
Basilarmente restano il ruolo e l’organico nazionale, non si tiene conto della necessaria armonizzazione del testo con le norme recentemente varate, non si compie alcuna avvicinamento alla docenza universitaria. La proposta presentata non solo non prevede percorsi idonei a dare stabilità e certezza di futuro per i docenti attuali ma prefigura la totale precarizzazione dell’intero settore. Per i non docenti c’è una palese invasione di campo, laddove si pretende di definire per norma caratteristiche professionali che sono riserva di contratto.
La legge 508 è una cornice e le norme attuative si devono muovere in un disegno complessivo che per il momento ancora non c’è!
Un testo da respingere al mittente, un pasticcio che non solo non contribuisce ad uscire dalla difficile condizione istituzionale dell’AFAM, ma contribuisce ulteriormente a farne un ingestibile groviglio normativo.

Roma, 1 febbraio 2008