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Riforma del sistema ricerca: comunicato su incontro con il Ministro Moratti

Ieri 23 gennaio la Ministro Moratti ha presentato prima ai Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca, poi alle Organizzazioni Sindacali le proposte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca per la riforma di parte del sistema ricerca italiano.

24/01/2003
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- Ai Segretari Territoriali

- Alla Consulta Ricercatori e Tecnologi

- Alla Consulta Docenti

- Ai Coordinamenti

Ieri 23 gennaio la Ministro Moratti ha presentato prima ai Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca, poi alle Organizzazioni Sindacali le proposte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca per la riforma di parte del sistema ricerca italiano. Al Consiglio dei Ministri di oggi, venerdì 24 gennaio, verranno presentati 3 dei 4 decreti predisposti, riguardanti rispettivamente il riordino del CNR, dell’INAF e dell’ASI. Un quarto decreto riguardante l’istituzione di un Ente nazionale nel settore della metrologia deve ancora essere messo a punto e verrà approvato successivamente.

Non è stato ritenuto utile dal Ministro fornire né ai Presidenti degli Enti, né alle Organizzazioni Sindacali il testo dei Decreti che verranno presentati in Consiglio dei Ministri: tali testi verranno resi disponibili oggi dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri; sulla base dei testi che ci verranno trasmessi forniremo un commento più puntuale ed articolato.

Dall’esposizione che è stata fatta risultano tuttavia confermate nella sostanza le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi: riduzione del numero degli Enti vigilati dal MIUR mediante l’accorpamento nel CNR dell’Ist. Nazionale di Diritto Agrario, dell’Ist. Nazionale di Fisica della Materia, dell’Ist. Nazionale di Ottica Applicata e dell’Ist. Papirologico "Vitelli", trasferimento all’INAF dei 3 Istituti del CNR operanti nel settore dell’astrofisica, accorpamento nell’Ente Nazionale di Metrologia dello IEN "G. Ferrari" e dell’I.M.G.C. del CNR. La struttura organizzativa del CNR, e a cascata degli altri Enti riformati, viene profondamente modificata: è prevista l’istituzione di strutture dipartimentali che raggruppino gli Istituti del CNR (o le strutture di INAF, ASI e ENM) in base alla loro collocazione in macro aree definite sulla base delle ipotesi e delle priorità contenute nelle "Linee Guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo"; vengono largamente modificati sia l’insieme delle procedure di nomina dei membri degli organi dell’ente e delle sue principali strutture, sia le modalità per la definizione dei piani pluriennali ed annuali dell’ente, per la programmazione dell’attività scientifica e per l’allocazione delle risorse.

Il Presidente, i membri del Consiglio di Amministrazione, del Consiglio Scientifico, del Comitato di valutazione e dei consigli scientifici di dipartimento sono nominati sulla base di una serie di procedure di nomina intrecciate a cascata al cui vertice, per la nomina del Presidente e dei membri del CdA, stanno scelte definite dal MIUR, dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, dalla CRUI e dall’Union Camere. I Direttori di Dipartimento vengono nominati dal CdA sulla base di procedure selettive che verranno definite nei futuri regolamenti. Lo stesso modello viene applicato con modifiche marginali anche ad INAF, ASI ed ENM. Parimenti verticistiche risultano le procedure per le scelte in materia di programmazione scientifica, di allocazione delle risorse e di gestione del personale.

Abbiamo espresso alla signora Ministro le nostre profonde riserve sia sul metodo con cui si sta procedendo, metodo che ha escluso la comunità scientifica e le forze sociali dal poter contribuire con le proprie idee al processo clandestino durato sei mesi che ha portato alla definizione di questo progetto, sia sul merito della proposta che nel suo complesso non ci pare né condivisibile, né accettabile: il modello gestionale, sia nella fase di proposta e costruzione che nella programmazione dell'attività scientifica, sia ancor di più nella fase della sua concreta attuazione è concentrato e riassunto nelle decisioni che a catena verranno prese da organi e strutture di caratteri burocratico e verticistico; istituire i Dipartimenti non come strutture di raccordo della comunità scientifica, ma come parte intermedia delle filiera di comando e gestione significa allungare e irrigidire la già asfissiante struttura burocratica degli Enti; concepire l'articolazione scientifica degli Enti come subalterna alle previsioni del VI Programma Quadro o della programmazione nazionale significa, di fatto, metterli nella spiacevole condizione di "riforma permanente", ovvero di dover modificare l'articolazione della rete scientifica ogni qualvolta vengano modificati gli obiettivi anche a breve termine della programmazione.

In sostanza si vuole rafforzare il controllo politico sulla attività di ricerca alterando in senso verticistico quel delicato equilibrio tra programmazione, autonomia e valutazione che solo può consentire il potenziamento e la capacità di ricerca del Paese.

Paradigmatica di questa attitudine decisionista è la scelta di procedere ad accorpamenti di Enti e Strutture non condivisi o comunque non discussi con la comunità scientifica: il caso dell'INFM, ente da tutti considerato all'avanguardia sia sotto il profilo scientifico, sia sotto quello gestionale, è da questo punto di vista addirittura eclatante.

LA SEGRETERIA NAZIONALE
SNUR - CGIL

Roma, 24 Gennaio 2003

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Comunicato della Segreteria Nazionale ed iniziative dell'Osservatorio per la Ricerca