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Edilizia scolastica: Toscana, in 10 punti il piano della CGIL

FILLEA e FLC individuano il percorso per definire una piattaforma comune di intervento. Chiesto un incontro al Presidente della Regione.

20/02/2013
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A cura della FILLEA CGIL e FLC CGIL Toscana

Il tema dell'Edilizia Scolastica riveste un'importanza fondamentale per la sicurezza degli studenti, dei docenti e di tutti gli operatori che vi lavorano: alcuni casi verificatisi negli ultimi mesi in edifici della nostra Regione, (vedi quello dell'Istituto Galilei di Firenze) ci confermano che non è più rimandabile, a giudizio delle nostre organizzazioni, un intervento d'urgenza per la messa in sicurezza degli immobili. Fondamentale nei processi educativi risulta essere anche la qualità degli edifici e l'ambiente scolastico nel suo complesso.

Questa azione favorirebbe, accompagnata da un allentamento dei vincoli del patto di stabilità, quella funzione anticiclica, da sempre propria dell'edilizia di possibile volano di ripresa di un settore stremato dalla crisi che ha visto dal 2008 ad oggi ridursi pesantemente sia nella forza lavoro (nell'intero settore delle costruzioni tra il 2010 e il 2011 abbiamo perso 12000 lavoratori e per il 2012 ci attendiamo una ulteriore riduzione di 4000 unità, dati ISTAT) che nel numero di imprese attive, che ha registrato inoltre un forte calo dell'attività nel ramo delle ristrutturazioni sia pubbliche che private.

Un'azione che costituisca quindi una base di partenza per riqualificare gli edifici pubblici e privati nell'ottica della ecosostenibilità e dell'efficientamento energetico, senza aumento delle volumetrie, coinvolgendo altri settori in forte crisi come il legno, salvaguardando il territorio ed evitando inutili cementificazioni ma rigenerando l'esistente.

Quanto sopra richiamato è stato peraltro oggetto di confronto al tavolo sulla crisi dell'edilizia attivato nell'estate del 2011 dal presidente Rossi e oggetto di discussione con l'assessorato alle infrastrutture a seguito dell'accordo sullo sviluppo del luglio del 2012. In coerenza anche con quanto emerso in quelle sedi di confronto, FILLEA CGIL e FLC CGIL individuano in 10 punti il percorso per definire una piattaforma comune di intervento.

  1. Necessità di avere una panoramica regionale della situazione strutturale degli edifici scolastici.
  2. Individuare le priorità e gli interventi di urgenza per mettere in sicurezza gli edifici a rischio.
  3. Condividere un piano di interventi più a lungo termine.
  4. Istituire a livello regionale un tavolo, all'interno o/e in collaborazione con il tavolo di crisi del settore edile già operante in Regione Toscana, che abbia come compito quello di indirizzo e monitoraggio oltre che di stimolo per le amministrazioni a cui compete/competerà l'edilizia scolastica.
  5. Vincolare ogni intervento straordinario all'utilizzo di materiali sostenibili e all'efficientamento energetico da considerare come investimenti per il risparmio energetico futuro.
  6. Predisporre protocolli di sicurezza e legalità sulla costruzione di nuovi edifici o su grandi ristrutturazioni e interventi, a partire dalle modalità di affidamento dei lavori e assegnazione degli appalti.
  7. Valorizzare a partire dal progetto, anche attraverso collaborazioni con le Università e progetti con i giovani di architettura, o di altre facoltà inerenti, fino all'arredamento degli edifici, la vivibilità, il principio ‘a misura di..', perché la formazione e l'istruzione si concretizzino a partire dall'ambiente in cui si cresce.
  8. Ricercare le risorse disponibili per questi tipi di intervento, prima di tutto qualificando la spesa pubblica, da integrare anche attraverso bandi sulle rinnovabili, piano città (rigenerazione di aree urbane all'interno delle quali vi sono edifici scolastici), fondi europei, risorse di privati, fondi a questo destinati dai ministeri competenti, ecc….
  9. Promuovere tutte le azioni possibili in maniera congiunta fra le parti per raggiungere l'obiettivo dell'allentamento del patto di stabilità.
  10. Coinvolgimento degli assessorati regionali interessati, affinché vi siano chiari impegni politici condivisi che si concretizzano in azioni integrate oltre ad essere di impulso agli enti competenti in materia.

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