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Referendum scuola: a Catania raccolte circa 4.000 firme su ogni quesito

Antonella Distefano, segretario generale: “soddisfatti del nostro contributo al grande e difficile impegno per proporre il referendum abrogativo sui quattro quesiti contro la legge 107/15”.

08/07/2016
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A cura della FLC CGIL Catania

Sono 15.718 le firme di cittadini di tutta la provincia di Catania raccolte in due mesi dalla Flc Cgil Catania con si chiede la modifica di alcune parti della legge 107/2015 sulla “buona scuola”, nell’ambito della campagna referendaria nazionale che si è conclusa con la presentazione a Roma di ben 2 milioni di firme.

Le parti di cui si chiede l’abrogazione si riferiscono ai finanziamenti privati alle singole scuole, incremento per le statali; alla chiamata discrezionale dei docenti; all’obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro; al potere del preside di scegliere arbitrariamente i docenti da premiare.
“Siamo soddisfatti del nostro contributo al grande e difficile impegno per proporre il referendum abrogativo sui quattro quesiti contro la legge 107 – ha dichiarato Antonella Distefano, segretario generale FLC CGIL Catania –Noi ci siamo stati e continueremo ad esserci per una grande battaglia di diritto e civiltà. Adesso comincia la mobilitazione per portare molti di più al voto!”

Il particolare, sul primo quesito (scheda rossa) sul bonus premiale e comitato di valutazione, sono state raccolte 3.952 firme: se vince il SI viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.

Sul secondo quesito (scheda verde) alternanza scuola-lavoro, sono state raccolte 3.861 firme: se vince il SI viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.

Sul terzo quesito (scheda arancio) sulla chiamata diretta, sono state raccolte 3.983 firme: se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.

Sul quarto quesito (scheda blu) sui finanziamenti dei privati, sono state raccolte 3.922 firme: se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.