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Inaugurazione dell'A.A. 2014-2015 dell'Università degli studi di Trieste: un momento per riflettere

La FLC CGIL di Trieste in questa occasione denuncerà la difficile situazione del sistema universitario italiano.

06/02/2015
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Oggi 6 febbraio, in occasione dell'inaugurazione dell'a.a. 2014-2015 dell'Università degli studi di Trieste, la FLC CGIL farà un'azione di volantinaggio per denunciare la difficile situazione del sistema universitario italiano. Come in molti Atenei d'Italia, anche l'Università di Trieste vive infatti un momento di grande sofferenza, tra misure inefficaci e inadeguate e i continui tagli al sistema.

L'occasione è particolarmente importante, perchè l'ospite d'onore sarà la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. Dopo la relazione del rettore Maurizio Fermeglia, nel corso della cerimonia sono previsti gli interventi della Ministra, della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e dei rappresentanti del personale tecnico amministrativo e degli studenti.

Quello che chiediamo al governo, e in questa sede alla Ministra, è che si smetta con gli annunci e che si investa seriamente nel sistema della Formazione, dell’Istruzione e della Ricerca.
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Inauguriamo, celebriamo,
ma qui come negli altri Atenei d’Italia,
non stiamo molto bene...

È facile capire il perché:

In tutto il Paese dal 2008 ad oggi è calato il numero di studenti, professori e ricercatori, di tecnici amministrativi e di lettori di supporto. Il sistema è in crisi e si dibatte tra misure inefficaci e inadeguate per raggiungere gli obiettivi annunciati. In Italia dal 2006 ad oggi abbiamo perso circa 20.000 docenti e più di 8000 Tecnici Amministrativi e Lettori, segnale evidente che l’educazione e la ricerca in realtà non sono fra le priorità di questo governo.

  • Non vediamo ancora un piano di assunzioni per il personale Tecnico Amministrativo, tenuto conto che i contratti di persone qualificate e volonterose stanno scadendo.
  • Per i giovani ricercatori precari la legge di stabilità ha stanziato solo 5 milioni di euro per tutte le università d’Italia. Briciole se pensiamo a quanti di questi saranno costretti ad andarsene all’estero.
  • Paghe ferme al 2010, contratto bloccato al 2009, tagli sui fondi contrattuali disponibili per premiare i meritevoli mai revocati veramente. Resta l’impianto autoritario delle norme “Brunetta”.
  • Le condizioni di lavoro peggiorano di giorno in giorno: la burocrazia ormai non risparmia nessuno e moltiplica in maniera esponenziale le pratiche da compilare, spesso con procedure bizantine e inefficienti, mentre il resto del Mondo corre.
  • I fondi strutturali per i progetti di ricerca scarseggiano, così come si riducono i finanziamenti per l’acquisto degli strumenti per fare ricerca. I tagli previsti dalla legge 133 del 2008 sono stati solo mitigati e non cancellati: superano oggi il miliardo di euro. Il “premiare” il merito è in realtà uno “spalmare” su pochi Atenei quanto serve a tutti per sopravvivere (e sopravvivere male).
  • Il diritto allo studio? Siamo alla violazione palese della Costituzione che proclama l’impegno della Repubblica a tutelare e promuovere gli studi dei “meritevoli privi di mezzi” (art. 34 verificare): sono stati tagliati i fondi per il 95%. Non ci si deve stupire se chi di mezzi è sprovvisto abbandona gli Atenei (che ormai chiedono tasse sostanziose un po’ a tutti) e cercano un lavoro qualsiasi.

È dura affermarlo, ma siamo ritornati ad una società gerarchizzata in classi: dove solo chi ha soldi può permettersi di studiare.

Oggi sentirete molti discorsi di speranze e di grande impegno. Vorremmo che teneste a mente che questa è la situazione in cui viviamo, qui a Trieste come negli altri Atenei d’Italia.

A questo Governo, qui oggi rappresentato dalla Ministra Giannini, chiediamo che si smetta con gli annunci e si investa seriamente nel sistema della Formazione, dell’Istruzione e della Ricerca.

Basta parole, è venuto il momento di passare ai fatti.

  • Servono assunzioni (a partire dalla stabilizzazione di chi lavora ormai da anni con contratti precari).
  • Serve una ripresa dell’aumento dei salari (a partire dal rinnovo dei contratti).
  • Servono investimenti (a partire da fondi strutturali per la ricerca).
  • Serve una taglio alle pratiche burocratiche inutili e assurde.
  • Servono fondi per il diritto allo studio.

La FLC CGIL di Trieste vi augura una proficua riflessione a questa Inaugurazione dell’Anno Accademico 2014-2015.