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A Modena si rischia di iniziare l’anno scolastico senza i supplenti annuali, con pesanti ripercussioni sulla continuità didattica e sul diritto allo studio.

Le scuole modenesi rischiano di non avere la disponibilità di supplenti annuali in tempo utile per l’inizio delle attività scolastiche.

17/07/2018
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A cura della FLC CGIL di Modena

Comunicato stampa 17 luglio 2018 

Scuola, a settembre “ritorno al passato”? 
Si rischia di iniziare l’anno scolastico senza i supplenti annuali, con pesanti ripercussioni sulla continuità didattica e sul diritto allo studio


Dopo l’avvio tranquillo dell’anno scolastico che si sta concludendo, è molto concreto il rischio che quello che partirà a settembre sarà un anno, almeno all’inizio, piuttosto complicato per quanto riguarda la possibilità delle scuole modenesi di avere la disponibilità di supplenti annuali in tempo utile per l’inizio delle attività scolastiche. 
Lo scorso anno i Dirigenti Scolastici degli ambiti territoriali di Modena hanno avviato sulla nostra provincia un sistema di chiamata per i docenti destinatari di nomine annuali, utilizzando una modalità sperimentale che anziché lasciare le singole scuole a gestire autonomamente le procedure fatte di graduatorie, convocazioni, nomine, ha sostanzialmente centralizzato queste operazioni convocando tutti i docenti presenti nelle graduatorie delle scuole modenesi, in un’unica sede e in giorni utili a terminare le operazioni in tempo per l’avvio dell’anno scolastico. 
Una modalità che sicuramente ha risentito di difficoltà legate alla fase di avvio e che proprio per questo nei giorni scorsi è stata oggetto di confronto tra i Dirigenti e le Organizzazioni Sindacali, ma che ha avuto indubbiamente alcuni importantissimi aspetti positivi: la possibilità di stipulare prima i contratti di lavoro con docenti precari, la quasi totalità dei posti coperti prima dell’inizio delle lezioni, la trasparenza dovuta alla conoscenza di tutti i posti disponibili e alla graduatoria unica e, infine, lo snellimento del lavoro delle segreterie impegnate nella ricerca dei supplenti. 

Tutto ciò ora rischia di essere pregiudicato da una nota del MIUR pubblicata in questi giorni che, nel definire scadenze e procedure per l’aggiornamento e l’integrazione periodica delle graduatorie di istituto, porta fino al 10 settembre la scadenza utile per effettuare la scelta delle scuole da parte del docente sulla piattaforma dedicata e per dichiarare eventuali nuovi titoli da parte degli interessati. In seguito a queste operazioni le graduatorie dovranno essere aggiornate e solo successivamente si potrà procedere alla nomina dei supplenti annuali. 
Nella nostra regione l’inizio delle lezioni è previsto per il 17 settembre: abbiamo il fondato timore che arrivare in tempo a quella data con le nomine dei supplenti già fatte sia piuttosto complicato. 
Segnaliamo inoltre che mentre le lezioni iniziano il 17 settembre, l’anno scolastico incomincia di fatto il primo settembre con tutte le relative attività, a partire dai collegi dei docenti, dai corsi di recupero, la programmazione delle cose da fare nelle prime settimane, e tanto altro ancora. 

Questo rischio poteva essere evitato anticipando alla fine di agosto la scadenza utile per la scelta delle scuole: il tempo a disposizione sarebbe stato sufficiente e chi ha modifiche da fare alla propria posizione o titoli da integrare (questi eventuali titoli sono stati conseguiti infatti tra il 2 febbraio e il primo agosto del 2018). 

È evidente quindi che per gli insegnanti precari non c’è nessun concreto vantaggio in questo allungamento dei tempi, che rischia anzi di trasformarsi in un boomerang con effetti dannosi per le scuole che non avranno le graduatorie pronte neppure per fare le chiamate in autonomia, per gli studenti e le famiglie, perché inizieranno con dei docenti che cambieranno nel corso dell’anno, e per gli stessi precari che saranno ancora più precari.     
Tutto questo mina pesantemente la continuità didattica, condizione necessaria per garantire il diritto allo studio di tutti. 
Pesantissime potrebbero essere anche le ripercussioni del balletto dei docenti sulle tante centinaia di alunni disabili che attendono gli insegnanti. 

Quella avviata l’anno scorso a Modena era una buona pratica, che ha visto un lavoro importante e positivo che ha comportato innegabili vantaggi al nostro sistema scolastico. 
Vantaggi che in questo modo rischiano tutti di venire meno, non solo per l’anno scolastico 2018/19 ma anche per il 2019/20. 
In sostanza è la storia che si ripete tristemente: cambiano i governi, cambiano i ministri e le dichiarazioni, ma poi, alla fine dei fatti, scuola, lavoratori, studenti e famiglie, continuano ad avere sempre la stessa, scarsissima, considerazione. 

Segreteria sindacato scuola Flc/Cgil Modena