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Appalti di pulizia nelle scuole: protesta dei lavoratori in Emilia Romagna

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione per dire no alla logica della riduzione dei costi scaricata sulle lavoratrici e i lavoratori.

05/02/2014
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CGIL – Filcams – Fp – FLC CGIL
Emilia Romagna

Comunicato congiunto

La CGIL Emilia Romagna, unitamente alle categorie regionali FILCAMS, FLC e FP, manifesta grande preoccupazione per la situazione che si è determinata nelle scuole statali della nostra regione, a seguito della considerevole riduzione delle risorse rispetto al 2013 (-35%), stanziate per gli appalti che si occupano di pulizia e sorveglianza.

Ad un mese dall'affidamento a Manutencoop dei servizi di pulizia ed altri servizi ausiliari negli istituti scolastici statali dell'Emilia Romagna, a seguito dell'aggiudicazione della gara d'appalto nazionale CONSIP, la situazione nella nostra regione non è ancora definita.

La pesante riduzione con il nuovo appalto, circa il 35% in meno rispetto al 2013 su base nazionale, delle risorse messe a disposizione dal MIUR per questi servizi, ricade inevitabilmente anche sugli istituti scolastici dell'Emilia Romagna.

Nonostante le mobilitazioni, culminate nello sciopero nazionale del 12 dicembre scorso con il presidio davanti al MIUR, e l'impegno del Governo di “tamponare” la situazione per poi trovare soluzioni strutturali condivise, ad oggi la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori, sia statali sia del privato in appalto, resta fortemente incerta.

L'impegno del Governo, poi tradotto nel comma 748 della Legge di stabilità entrata in vigore dal 1° gennaio, con il quale si stabilisce di destinare risorse aggiuntive “al fine di effettuare straordinari di pulizia e servizi ausiliari individuati da ciascuna istituzione fino al 28 febbraio 2014”, pur trattandosi di una misura insufficiente, temporanea e non risolutiva, resta al momento quasi totalmente inapplicato anche nella nostra regione.

Il cambio di affidamento degli appalti al 1° di gennaio, durante la chiusura natalizia delle scuole e l'approvazione della legge di stabilità il 27 dicembre scorso, ha reso ancora più complicata la situazione.

Le Organizzazioni sindacali e Manutencoop, convocati dalla DRL il 24 dicembre, non hanno raggiunto l''accordo per il mantenimento delle stesse condizioni occupazionali e retributive, come del resto più volte rivendicato dai sindacati.

Per gli oltre 400 occupati negli appalti della nostra regione tutto questo si è tradotto in assunzioni a condizioni inferiori rispetto a quelle precedenti e nella necessità di riorganizzare il lavoro e l'orario con inevitabili ricadute sulla qualità del servizio

Non possiamo non considerare che, per il corretto funzionamento degli istituiti scolastici di ogni ordine e grado, la pulizia, il decoro, la salubrità e la sicurezza degli ambienti, oltre che la sorveglianza, siano necessità irrinunciabili e per questo è indispensabile che le risorse destinate a tali servizi siano congrue e sufficienti ad assicurare in tutte le scuole le peculiarità sopra descritte.

Per queste ragioni non è più accettabile la logica dei tagli lineari e della riduzione dei costi, nè sul personale statale il cui organico nel corso degli anni ha subito tagli draconiani, nè sugli appalti dove, ad ogni cambio di appalto, il taglio viene scaricato su lavoratrici e lavoratori, che già lavorano poche ore e quindi percepiscono bassi salari, con inevitabili ripercussioni negative sulla qualità dei servizi.

Pertanto, ad oggi, continuano i confronti a livello territoriale, con l'obiettivo di giungere a soluzioni definitive che diano una risposta positiva in termini di occupazione e reddito e quindi di qualità del servizio erogato agli istituti scolastici, così come avvenuto ad esempio in provincia di Ferrara dove con la sottoscrizione dell'accordo, a partire dal 1° febbraio, saranno ripristinate le condizioni esistenti al 31/12/2013.

Serve una netta inversione di tendenza: lo stato di agitazione proclamato a livello regionale servirà a sostenere i confronti territoriali oltre che ad evidenziare le problematiche a tutti gli Enti interessati e all'opinione pubblica

Bologna, 3 febbraio 2014