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Università, Manfredi: sì al prolungamento dell’anno accademico

La decisione la settimana prossima. Come lo scorso anno ci si potrebbe laureare entro l’estate senza pagare nuove tasse. Le richieste degli studenti

23/01/2021
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Corriere della sera

Le Università possono tornare in presenza dal prossimo 15 febbraio, ma solo per la metà degli studenti. Lo ha annunciato il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi: «Lo schema dell’ultimo Dpcm ci consente di riprendere da metà febbraio le lezioni universitarie secondo le linee varate lo scorso settembre, quindi con una didattica mista che prevede il 50% di studenti in aula». Ora la parola passa ai rettori che dovranno predisporre i piani per il rientro degli studenti, anche se, come è successo per le scuole superiori, andrà fatta «una valutazione con gli enti locali sull’impatto che la ripresa della didattica può avere sul sistema dei trasporti».

Il rinvio delle tasse

Ma c’è un altro tema che preme molto agli studenti e che è sul tavolo del ministro: anche quest’anno vorrebbero avere tempo fino all’estate per le lauree. L’anno accademico infatti termina con la sessione di laurea di febbraio-aprile ma già lo scorso anno si era deciso di allungare l’anno accademico alla sessione successiva, senza che gli studenti in ritardo anche a causa dell’emergenza fossero costretti a pagare le tasse del nuovo anno scolastico. «Chiediamo la stessa cosa anche quest’anno: con le restrizioni e le difficoltà di questi mesi molti studenti hanno avuto difficoltà di accesso ai materiali per le loro tesi», spiega Lorenzo Morandi di Link.

I dati sui laureati

E’ favorevole anche Manfredi che ne discuterà con i rettori la settimana prossima: «Il Ministero è disponibile: se ci sarà una richiesta da parte della conferenza dei Rettori di operare una proroga, questo sicuramente sarà in attenzione del ministero e provvederemo di conseguenza. Credo che sarà una decisione dei prossimi giorni». Tutto questo anche se il ministro è ottimista sull’esito di questo anno accademico. Lo ha detto intervenendo a Bologna alla cerimonia per il benvenuto al filosofo Luciano Floridi nell’Ateneo: «Stiamo raccogliendo in maniera dettagliata i dati del 2020 e questi ci dicono che il numero di crediti acquisiti dagli studenti, il numero di laureati che ci sono stati, sono in linea con il 2019 che è stato l’anno pre-pandemico. Quindi malgrado le grandissime difficoltà che abbiamo vissuto dal punto di vista del risultato non ci sono stati arretramenti».