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Suarez e i prof senz’anima

L’inchiesta di Perugia sulla truffa per promuovere il calciatore

23/09/2020
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la Repubblica

di Gabriele Romagnoli

Una cosa ci hanno insegnato i professori di Perugia accusati di truffa per promuovere il calciatore Luis Suarez: quant’è la statura dell’anima. Per l’esattezza: 0,2 centimetri. Tra le molte letture edificanti che hanno trascurato c’è un romanzo americano scritto da un loro collega (il docente universitario John Williams) che di un altro loro, fittizio, collega parla: William Stoner. Il suo cognome dà il titolo al libro, diventato un grande successo postumo. Come loro, Stoner viene chiamato a far parte di una commissione d’esame. Il candidato da giudicare è altamente raccomandato, come si può sospettare fosse Suarez. Il futuro decano lo vuole promosso, per interessi oscuri. Dei tre esaminatori, due fanno domande facili, forse perfino concordate. Hanno il voto in mente prima delle risposte.

Il futuro decano è impaziente di sancire la promozione del suo protetto. Il professor Stoner vede la propria immagine riflessa sulla superficie del tavolo di noce e gli sembra quella di un fantasma. Emette un gran sospiro poi fa "quello che sapeva di dover fare". Ovvero: una serie di domande non concordate e, ottenute risposte insufficienti, la conseguente bocciatura. Si rovina la carriera, passando da una promozione a un prepensionamento, e la vita, che finirà nell’oblìo: il suo nome per i più giovani sarà soltanto un suono, che non evoca alcun passato o identità particolare.

Dovrebbe invece. Perché quel professore, a differenza dei suoi colleghi sotto accusa, è rimasto fedele a un principio di giustizia. Non avrebbe promosso un immeritevole perché a qualcuno serviva o perché c’erano in ballo tanti soldi. Un docente insegna e valuta.

Se non rispetta questi due verbi tradisce la professione e se stesso. Tra un 5 e un 6 non c’è gran differenza. Son due numeri: per renderli uguali basta chiudere il cerchio del 5. Basta, misurando con un vecchio righello, un trattino di 0,2 cm. Dicono che l’anima pesi 21 grammi (perché di tanto diminuisce il corpo subito dopo la morte). Ed è alta 0,2 cm: quanto separa un doveroso 5 da un corrotto 6. Se si rinnega se stessi, si segue l’andazzo, si fa quel che altri pretendono, rinnegando la propria missione, si sopravvive, talvolta alla grande, ma si diventa fantasmi in un riflesso scuro. Senz’anima: la si è svenduta a un diavolo minore. E il diavolo, è noto, è nei dettagli.

Nelle ridicole frasi intercettate che diventano, più del reato stesso, la cifra distintiva dei colpevoli. Nel marchio di patetica infamia che accompagna quelli che "Ma te pare che lo bocciamo!", "Non spiccica una parola, ma passerà", "Con dieci milioni a stagione di stipendio, non glielo puoi far saltare". L’inchiesta stabilirà se e da chi e per quanto siano stati corrotti o se si siano "auto-corrotti" (a volte, come con l’autocensura, un sistema sbagliato produce anche queste storture). Quali che siano le conclusioni, con professori così si rischia di abbassare (molto più di 0,2 centimetri) la statura morale di una generazione.