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Si sblocca la nomina di Blangiardo all’Istat

Via libera del Parlamento: il demografo vicino al Carroccio verso la presidenza

31/01/2019
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Corriere della sera
Claudia Voltattorni

Roma Gian Carlo Blangiardo si avvicina sempre di più alla presidenza dell’Istat. Le commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, ieri, hanno dato il via alla nomina del professore dell’Università Bicocca di Milano, dopo uno stallo di quasi due mesi. Determinanti sia al Senato che alla Camera i voti di Forza Italia che, con Lega e M5S, ha detto sì al nome proposto dal governo (e caro alla Lega) per la guida dell’Istituto nazionale di statistica. Per legge, serviva la maggioranza dei due terzi: alla Camera i sì sono stati 33 (su 47); al Senato 18 sì (su 24) e 5 no. Ora manca davvero poco. Il consiglio dei Ministri dovrà ratificare la nomina che sarà ufficializzata poi da un decreto del Quirinale. Al massimo entro due settimane l’Istat, dopo mesi di attesa, avrà il suo presidente.

«Esprimo assolutamente soddisfazione — ha detto Blangiardo —, ma aspetto la fine della procedura».

Fin dall’inizio, la nomina del demografo esperto in flussi migratori e politiche per la famiglia ha provocato polemiche. Soprattutto per la sua vicinanza alla Lega e le sue idee su immigrazione, aborto e famiglia. Lo scorso luglio, era stato lo stesso Blangiardo a raccontare di essere stato scelto dalla ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno per guidare l’Istat. Un annuncio inusuale visto che la legge prevede invece una lunga procedura e che quindi aveva costretto la ministra ad uno stop e a lanciare una selezione pubblica. Tra i tre rimasti al colloquio finale, anche Blangiardo, poi scelto ancora una volta dalla Bongiorno e approvato dal Consiglio dei ministri. Ora l’ok del Parlamento.

«Un altro atto di forza del governo contro la ricerca pubblica», insorge la Flc Cgil e il segretario Francesco Sinopoli parla di «una nomina discutibile sotto il profilo della terzietà che dovrebbe caratterizzare un presidente dell’Istat». E pure i lavoratori dell’istituto si dicono «preoccupati». Nei mesi scorsi avevano lanciato una raccolta di firme e una petizione online contro la nomina di Blangiardo.