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Scuola, sindaci e Regioni frenano sulla riapertura il 9

DEcaro, presidente Anci: "Servono orari scaglionati, più trasporti e protocolli sanitari"

26/11/2020
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la Repubblica

CorrAdo Zunino

Questa volta la ministra Lucia Azzolina ha ascoltato. I sindaci delle quattordici città metropolitane del Paese le hanno spiegato necessità e problemi — alcuni davvero grandi — per ripartire con gli istituti superiori (e le seconde e le terze medie) già da dicembre. Il premier Conte insiste: «La scuola va riaperta appena possibile, non appena riporteremo sotto controllo i contagi». E così la ministra dell’Istruzione ha aperto video e microfoni alle città, da Milano a Messina, sapendo che dalle Regioni, detentrici dei veri poteri sulla scuola, già sale l’opposizione al rientro a breve. Azzolina ieri non ha indicato date: mercoledì 9 dicembre resta una possibilità per quello che continua a chiamare un «ritorno graduale», ma dall’altra parte — i primi cittadini — sono arrivate indicazioni che rendono l’appuntamento davvero molto ravvicinato.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’associazione dei comuni Anci, così ha spiegato: «Servono scaglionamenti veri, trasporti sicuri, soprattutto extraurbani, protocolli sanitari univoci e adeguamenti tecnologici negli istituti». Un bel filotto di cose, ribadito da Merola (Bologna) e Nardella (Firenze) che non si sono fatte per la prima apertura del 14 settembre. I sindaci parlano di clima positivo, ma Marco Bucci (Genova) segnala: «È ancora in dubbio se apriremo le scuole prima o dopo Natale». Le questioni al Sud sono, al solito, più complesse. Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria: «Ci sono tre-precondizioni per aprire, trasporti, orari sfalsati, tracciamento dei contagi. La vedo dura risolverle nelle due settimane che restano». Cateno De Luca, sindaco di Messina, gli istituti scolastici li ha chiusi. Fino a domani. «Da noi l’Azienda sanitaria provinciale non ha alcun controllo sui contagi, devo chiudere per legittima difesa».

Il ministero dei Trasporti fa sapere che anche con una forte immissione di mezzi pubblici in più non si risolverà il problema dell’assembramento a bordo: Milano e Roma sono congestionate e senza scaglionamento a scuola diversi bus viaggiano vuoti. Le aziende di trasporto metropolitane sono pronte a rafforzare il servizio il sabato e anche la domenica. Ecco, questa volta gli orari d’ingresso e d’uscita differenziati dovranno essere veri, radicali. Lo hanno detto tutti i sindaci.

I vertici del Pd — Zingaretti, poi Franceschini — non vogliono l’anticipo del rientro in presenza, ma diversi senatori del partito spingono per dicembre. Italia Viva e 5S premono. Oltre all’ostacolo della realtà scolastica italiana, però, c’è quello dei governatori. Luca Zaia (Veneto): «La data del 9 dicembre mi sembra leggenda metropolitana, io aprirei il 7 gennaio». Nella Campania che ritrova materne ed elementari, molte famiglie continuano a tenere gli alunni a casa. E i sindaci di Caserta, Salerno e Avellino, timorosi del Covid, hanno già firmato proroghe per le chiusure.