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.Scuola, Rutelli-Fassino: Stati generali sono talk-show

. Scuola, Rutelli-Fassino: Stati generali sono talk-show Roma, 18 dic. (Adnkronos) -'Venga in Parlamento, il governo, a presentare una riforma, se ce l'ha... E invece di parlare della devoluz...

18/12/2001
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. Scuola, Rutelli-Fassino: Stati generali sono talk-show
Roma, 18 dic. (Adnkronos) -'Venga in Parlamento, il governo, a presentare una riforma, se ce l'ha... E invece di parlare della devoluzione di Bossi, spettro di 20 scuole diverse, si confronti nella Conferenza Stato-Regioni'. L'Ulivo, con Francesco Rutelli e Piero Fassino, esprime la propria posizione 'severa, critica e preoccupata' nei confronti del nuovo 'passo falso' del governo: gli Stati generali della scuola. A meno di 24 ore dall'iniziativa promossa da Letizia Moratti, Rutelli e Fassino, con Luigi Berlinguer, Enzo Carra ed altri parlamentari del centrosinistra, attaccano governo e ministro dell'Istruzione.

'Potrei utilizzare lo slogan 'confusione ed evoluzione' -dice Rutelli in una conferenza stampa- per definire come viene gestita questa conferenza, che si preannuncia solo come un talk-show'. 'Questi Stati generali -aggiunge Fassino- sono stati organizzati piu' come un evento comunicativo del governo che come una sede di discussione. E si e' scelta una linea di propaganda senza neanche essersi confrontati con Parlamento e regioni'. Una delegazione del centrosinistra, dunque, assistera' agli Stati generali, 'pero' -scandisce Rutelli- noi neghiamo che la conferenza abbia quell'alto carattere di confronto che la scuola richiederebbe'. Moratti 'vuole fare un talk-show? Lo faccia dove vuole, ma senza chiamarlo pomposamente 'Stati generali', insiste il leader dell'Ulivo, che accusa: 'non c'e' nessuna riforma. Da parte del governo c'e' solo una serie di 'no', una linea distruttiva verso la scuola', come testimonia il 'colpo duro' che arriva dalla finanziaria.

La manovra, spiega infatti Rutelli, dimostra ancora una volta che 'gli annunci sull'aumento degli investimenti sono traditi'.

Fassino, poi, elenca le sei questioni che il centrosinistra considera 'dirimenti' nel confronto sulla riforma della scuola: il 10% dell'aumento del Pil sia devoluto ogni anno per cinque anni, con un incremento totale di 20 mila miliardi; vi sia la garanzia che i docenti abbiano riconoscimenti retributivi e di carriera 'adeguati' il corso educativo sia completato entro i 18 anni e mantenendo i cinque anni di scuola superiore; l'obbligo scolastico sia mantenuto a 15 anni. E, ancora, si deve puntare sul rafforzamento dell'autonomia scolastica e su una 'effettiva politica di diritto allo studio, che non e' garantita dallo strumento del buono scuola'.


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