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Scuola, rientro il 7 gennaio, presidi del Lazio contro i doppi turni: regole inapplicabili

Orari troppo rigidi e il rischio di non riuscire a fare tutte le ore: non ci sono le condizioni per i doppi turni, lasciateci più autonomia, scrivono al prefetto

29/12/2020
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Corriere della sera

Erica Dellapasqua

Sono in fermento i presidi di Roma e del Lazio, che hanno scritto una durissima lettera indirizzata alla prefettura e all’ufficio scolastico regionale contro le misure decise per la ripartenza delle superiori il 7 gennaio. Il Lazio è tra le regioni, a differenza per esempio dell’Emilia Romagna, che si sono dette favorevoli ad una ripresa più graduale, al 50% della presenza fino al 15 gennaio e solo dopo al 75%, ma nonostante questa prudenza i dirigenti, come anche i sindacati, sono in agitazione perché temono di dove disfare, per l’ennesima volta, un orario che poi nei fatti non si rivelerà efficace: «L’ipotesi prospettata - cercano di spiegare nella lettera sottoscritta da oltre 60 dirigenti - oltre che non funzionale sul piano didattico pone gravi problemi proprio sul piano della sicurezza».

Doppi turni e sabato

Le novità sostanziali per il Lazio emerse dal tavolo in prefettura, che dovrebbero marcare la differenza rispetto a settembre, sono sostanzialmente tre: le due fasce di ingresso alle 8 e alle 10 (con uscita alle 13,30 e 15,30), le lezioni anche di sabato (con ingresso alle 8) e come in tutte le altre regioni il potenziamento delle corse e dei mezzi di trasporto. Nella sua ultima circolare il direttore dell’ufficio regionale Rocco Pinneri ha rassicurato i presidi annunciando 25 mila nuove corse. Per i presidi, però, i problemi non sono risolti. «I dirigenti scolastici sono disponibili a riorganizzare ciò che hanno faticosamente predisposto con l’incessante lavoro svolto sin qui, senza pause a partire dal periodo estivo, benché già consapevoli dei problemi legati alle difficoltà di trasporto e all’esterno degli edifici scolastici - dicono -: va però con chiarezza evidenziato che le condizioni per l’effettuazione delle attività didattiche in doppi turni (8-13 e 10-15) non ci sono assolutamente».

La nuova organizzazione: impossibile

Ed elencano così le criticità: «Si evidenziano insormontabili difficoltà nel riformulare gli orari interni delle scuole nel rispetto delle soglie curriculari ministeriali e nell’erogazione di lezioni efficaci con adeguato tempo per l’approfondimento individuale a studenti che rientrerebbero alle loro abitazioni a pomeriggio inoltrato o sera». Poi «l’impossibilità di garantire la piena assistenza agli allievi con disabilità in quanto gli eventuali assistenti sarebbero impegnati in orari diversi da quelli già ora fissati e il momento del pasto: sarebbe assurdo portare a scuola rischi ulteriori, far consumare i pasti inevitabilmente con modalità ravvicinate togliendo la mascherina all’interno delle stesse aule in cui vanno svolte le lezioni». Ancora «difficoltà nel garantire le pulizie a causa della necessità di coprire un più ampio orario di funzionamento del servizio scolastico a invarianza di organici», mentre per quanto riguarda i professori «nella maggior parte degli istituti sono presenti docenti che, nella migliore delle ipotesi, operano in più scuole, a volte dislocate su territori comunali differenti».

«Rispettate l’autonomia»

«Ci riteniamo funzionari pubblici e dunque è ovvio che, dal momento che la prefettura ci impone questi orari, ci adegueremo - commenta il preside dello scientifico Primo Levi a Vigna Murata, Stefano Sancandi, tra i firmatari - ma visto che ancora mancano tanti giorni non smetteremo fino all’ultimo di segnalare queste criticità e sperare in qualche adeguamento». I presidi chiedono, in definitiva, il rispetto dell’autonomia scolastica compressa in questa fase: «Una soluzione percorribile potrebbe consistere nel prevedere la presenza a scuola del 50% delle classi con un forte sostegno alla didattica digitale integrata, si contempererebbe l’esigenza di limitare l’affollamento dei mezzi con quella di evitare il ricorso ai due turni di ingresso e tenere al massimo la differenza di un’ora tra le due entrate