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Scuola, ok al concorso ecco le nuove regole per salire in cattedra

Via al reclutamento di 63mila prof. Fondamentale la conoscenza della lingua inglese. Gli ingegneri potranno insegnare matematica.

21/01/2016
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Il Messaggero

ROMA Teacher in cattedra, la scuola italiana d'ora in poi dovrà parlare inglese. È questa la principale novità che porta con sé il concorso per reclutare oltre 63mila nuovi docenti. Il bando è in arrivo, nei primi giorni di febbraio, e interesserà qualcosa come 200-250mila aspiranti insegnanti. In realtà potranno partecipare solo candidati già abilitati all'insegnamento. Si tratta quindi di precari che, da anni, sognano di entrare di ruolo nella scuola italiana ma che fino ad ora, dopo costosi corsi per le abilitazioni, non hanno mai potuto accedere alla cattedra se non come supplenti.
L’INCONTRO
Ieri il Consiglio dei ministri, dopo un incontro in mattinata tra il premier Renzi e il ministro Giannini, ha approvato le nuove classi di concorso. Il provvedimento sarà illustrato oggi dal presidente del Consiglio a Palazzo Chigi al fianco dei ministri all'istruzione Stefania Giannini e alla pubblica amministrazione Marianna Madia: le classi di concorso da 168 sono diventate 116, tra cui 13 di nuova formazione. Tra cui l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri, come previsto dalla legge 107 della Buona Scuola, ma anche scienze delle calzature e della moda, tecniche della danza, storia della musica e composizione musicale. Nelle nuove classi di concorso trovano

posto, per la prima volta, anche i laureati in scienze politiche, che potranno insegnare discipline giuridiche ed economiche, e i laureati in ingegneria che potranno cimentarsi invece con matematica e scienze nella scuola media. Ovviamente presentandosi ai prossimi concorsi con gli esami necessari all'insegnamento, previsti nel corso di laurea.
LA STRETTA
La riduzione delle classi di concorso è dovuta all'accorpamento di varie classi: ad esempio elettronica ed elettrotecnica sono state unite in un'unica classe, così come le 6 diverse classi che vengono ora a formare una classe unica per tecnologie e tecniche della comunicazione. Una nuova scuola, quindi, che si profila da qui a pochi anni. Il concorso infatti, d'ora in poi, avrà cadenza triennale e servirà a reclutare il giusto numero di docenti in base al fabbisogno. Per evitare nuove infinite sacche di precariato come è stato finora con le graduatorie ad esaurimento. Che ruoli avranno i nuovi 63.712 docenti? Ai posti comuni saranno riservati 52.828 posti, al sostegno 5.766 e al potenziamento 5.118. Almeno un candidato su 4, se non addirittura uno su tre in base al numero dei partecipanti, avrà il suo posto.
LA PROVA

Prima però dovrà mettersi alla prova con una selezione su due step distinti: la prova scritta con 8 domande a risposta aperta, tra cui due in inglese, che si svolgerà interamente al computer e una prova orale che consiste in una simulazione in cui dovrà riuscire a convincere la commissione di possedere non tanto le capacità nozionistiche quanto quelle metodologiche. Non sono previste quindi preselezioni. Mentre sarà dedicata grande attenzione alla conoscenza delle lingue straniere. I nuovi docenti infatti dovranno dimostrare di conoscerne almeno una. A cominciare dall'inglese. Coloro che potranno certificarne le competenze specifiche avranno anche un maggiore punteggio nell'accesso al concorso. I primi 63.712 classificati entreranno in classe nel triennio 2016-2018. A questi si aggiungono 6.371 idonei, vale a dire il 10% dei posti complessivi, a disposizione dell'amministrazione. A fine marzo potrebbero iniziare le prove per far sì che, a settembre, i primi nuovi docenti siano in cattedra.
Lorena Loiacono


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