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Scuola Oggi-Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione non è eccellente.

Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione non è eccellente. Mercoledì 17 dicembre: Conferenza di servizio dei dirigenti scolastici della provincia di Milano all'insegna dell'i...

18/12/2003
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ScuolaOggi

Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione non è eccellente.
Mercoledì 17 dicembre: Conferenza di servizio dei dirigenti scolastici della provincia di Milano all'insegna dell'incertezza, anzi di una "ardita filosofia del nulla". Il Dirigente del CSA di Milano, Antonio Zenga, visibilmente a disagio, tenta di dare risposte che non ci sono ad una affollata platea di dirigenti scolastici che hanno bisogno di sciogliere nodi cruciali prima delle iscrizioni: "sto cercando di darvi qualche certezza in un quadro di incertezza".

Nella sua introduzione Zenga definisce un passo avanti l'accordo raggiunto (pare) dal MIUR con l'Anci e l'Upi in relazione alle possibili modifiche del primo decreto attuativo sul punto riguardante la mensa nel tempo pieno e nel tempo prolungato, ma conferma che non è più corretto parlarne nei termini che conosciamo in quanto è il decreto stesso a disporre l'abrogazione sia del Tempo Pieno che del Tempo prolungato. Infatti sarà il tempo scelto dalle famiglie a determinare gli organici, non ci saranno quindi automatismi, ma si arriverà a negoziare il monte ore prima con le famiglie e gli Enti Locali e poi con i CSA e l'Ufficio Scolastico Regionale, per stabilire la consistenza dei posti.
E' questo l'aspetto decisivo, che sarà definito dal decreto sugli organici (solitamente emanato a marzo-aprile), strettamente legato alla legge finanziaria. La speranza è che vengano mantenuti gli organici attualmente consolidati, ma quale sarà la distribuzione tra le varie provincie? Il vincolo è il monte ore richiesto. E comunque, anche se le famiglie dovessero scegliere le 40 ore nella scuola primaria i docenti sarebbero così assegnati alle classi: 18 ore di insegnamento, 4 ore di coordinamento e 2 di programmazione al tutor, 22 ore all'altro docente, con 2 ore per la programmazione; quindi senza compresenza? E la contemporaneità con religione e inglese?

Se per la scuola elementare, pardon primaria, si può intuire quale sarà l'assegnazione dei docenti, il caos regna sovrano per la scuola media, anzi secondaria di 1^ grado. Come saranno formate le cattedre? Con quali accorpamenti di ore? E le attività aggiuntive opzionali su quali professionalità stabili potranno contare? Se il monte ore si divide per 18 ore di cattedra dove sarà la compresenza?
E i tanto decantati laboratori, soprattutto di informatica, previsti dai piani personalizzati, come saranno possibili in presenza di 25 alunni?

Anche la questione dell'anticipo è tutt'altro che chiara. Attualmente l'obbligo riguarda gli alunni nati entro il 31 dicembre, l'anticipo per quest'anno è stato possibile grazie ad una Circolare ministeriale che ha consentito l'iscrizione in prima elementare dei bambini nati entro il 28 febbraio. Dovrà quindi essere approvato il decreto legislativo per modificare l'accesso, non basta la Legge 53/2003 che, essendo una legge delega, necessita dei decreti attuativi. In questo caso la comunicazione del dott. Zenga non è stata chiara e molti dei dirigenti presenti hanno inteso che è possibile già adesso accogliere i bambini nati entro il 28 febbraio, anzi alcuni hanno sostenuto che la data termine sia il 30 aprile.
Per la materna è tutto fermo, potrà esserci una fase sperimentale sulla base di un confronto con gli Enti Locali e di un decreto che dovrà contenere le indicazioni di fattibilità.

Quindi una sola cosa è chiara: che non ci sarà più il tempo pieno e il tempo prolungato, ma un servizio "a domanda" per una scuola che dovrebbe rispondere ai bisogni e diventerà la carta assorbente dei desideri delle famiglie, con un organico ancora molto indefinito e sicuramente ridotto. In questo contesto, si continua a non capire che senso ha tutta questa fretta o frenesia nell'attuazione di una legge di una Riforma dai risvolti tutt'altro che chiari, senza alcuna gradualità di applicazione né rispetto degli operatori scolastici e dell'utenza.
Insomma: grande è la confusione in cielo, con una sola certezza: che "il cambiamento non sempre è miglioramento!"

Dedalus


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