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Scuola, le maestre incrociano le braccia le vacanze si allungano fino all'8 gennaio

Un'agitazione che si estende a macchia d'olio e che coinvolge anche i sindacati rappresentativi della scuola, come Cgil, Cisl, Uil e Snals, che oggi siederanno ad un primo tavolo tecnico al ministero dell'istruzione per trovare una soluzione ma si dichiarano pronti a nuove mobilitazioni

04/01/2018
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Il Messaggero

ROMA Tutti in classe dopo le feste di Natale, ma la maestra non c'è. Potrebbe esserci una gran brutta sorpresa ad attendere i bambini delle scuole materne ed elementari che, nel primo giorno di lezione del 2018, troveranno le scuole bloccate dallo sciopero indetto dai Cobas. Ad incrociare le braccia sarà la maestra. Si tratta di una mobilitazione che sta montando di ora in ora: il problema riguarda i diplomati magistrali retrocessi da una sentenza del Consiglio di Stato dopo aver effettuato negli scorsi anni un gran balzo in avanti grazie ai ricorsi in tribunale. E allora ecco che per la scuola, ancora una volta, sono i giudici a decidere. Fuori dalle classi scolastiche, rimescolando tutte le carte in tavola. Questa volta lo stravolgimento riguarda le maestre di scuola dell'infanzia e primaria che, essendosi diplomate magistrali prima del 2001-2002, sono state immesse nelle graduatorie ad esaurimento grazie ai ricorsi effettuati nel corso degli anni. Si tratta di oltre 55mila persone, tra cui quasi 6mila già assunte di ruolo. Va specificato che le graduatorie ad esaurimento sono le uniche da cui il ministero dell'istruzione attinge per assumere a tempo indeterminato i precari della scuola. Per tutti gli altri supplenti, che vengono quindi inseriti nelle graduatorie di istituto nonostante abbiano l'abilitazione, per avere la cattedra è necessario un concorso. I diplomati magistrali quindi, senza un concorso, erano in attesa di passare di ruolo e per alcuni di loro, quasi 6 mila, il passaggio era già avvenuto. Tutto con riserva, sia l'immissione in graduatoria ad esaurimento, sia l'assunzione. Poco prima di Natale però il Consiglio di Stato, in assemblea plenaria, ha deciso che il diploma non può bastare per entrare in graduatoria ad esaurimento. 
LA RETROCESSIONELe maestre dovranno quindi essere retrocesse alle graduatorie di istituto, dove si trovano oggi i laureati in scienze della formazione primaria, e potranno sperare solo nel concorso per passare di ruolo. Nel frattempo che cosa accadrà? L'anno scolastico sembra essere stato messo al sicuro: qualunque intervento, compresi i licenziamenti degli assunti e dei docenti con contratti annuali, verrà fatto dopo la fine dell'anno scolastico in corso. Un terremoto inaspettato, quindi, che ha portato inevitabili conseguenze. Primo fra tutti lo sciopero per il primo giorno di scuola, indetto dai Cobas: «Se i tribunali dovessero far decadere tutte le supplenze e le immissioni in ruolo, la scuola primaria e quella dell'infanzia entrerebbero in un caos totale. Sarebbe un licenziamento di massa, il problema è strettamente politico: è intollerabile che i diritti dei lavoratori vengano vanificati dai tribunali - spiega Piero Bernocchi, portavoce nazionale - chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto, l'anno di prova vale molto di più di un concorso abilitante. Chi è inserito con riserva nelle graduatorie ad esaurimento deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale». Al fianco dei Cobas, l'8 gennaio, ci saranno anche altri sindacati come Saese, Cui, Unicobas e l'Anief che sta portando avanti anche iniziative giudiziarie presso le corti europee e nazionali per superare la sentenza della plenaria. Un'agitazione che si estende a macchia d'olio e che coinvolge anche i sindacati rappresentativi della scuola, come Cgil, Cisl, Uil e Snals, che oggi siederanno ad un primo tavolo tecnico al ministero dell'istruzione per trovare una soluzione ma si dichiarano pronti a nuove mobilitazioni. «Non contestiamo la sentenza del Consiglio di Stato - spiega Anna Fedeli, segreteria nazionale della Flc Cgil - ma ci aspettiamo una soluzione politica: chiediamo infatti una fase transitoria, come accade per i docenti di scuola superiore, anche per gli abilitati alla scuola primaria, aperta quindi a laureati e diplomati magistrali. Ne uscirà una graduatoria, su base regionale, stilata in base ai titoli e al punteggio ottenuto nella prova». A scaldare gli animi c'è anche la questione ancora aperta del contratto e degli aumenti: il primo incontro dei sindacati all'Aran, il 2 gennaio, ha sollevato non pochi problemi economici per gli aumenti previsti. Oggi riprenderà al trattativa. 
Lorena Loiacono