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Scuola, la mediazione Conte non è la soluzione

In base all'accordo raggiunto nella notte il concorso straordinario slitta all'autunno. A settembre ancora tanti precari in cattedra

25/05/2020
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Collettiva.it

Stefano Iucci

Se l'obiettivo è quello di avere da settembre insegnanti stabili in cattedra, la mediazione trovata nella maggioranza di governo non rappresenta la soluzione giusta. Tra chi spingeva per il concorso straordinario con test in estate (il M5S) e chi invece (Pd, Leu) propendeva per un modello che avrebbe stabilizzato già da settembre 32.000 precari con anzianità di almeno tre anni per effettuare poi la prova d’esame di conferma alla fine dell’anno scolastico, l’ha spuntata una soluzione diversa. A settembre, questo il risultato della mediazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, gli insegnanti saranno ancora una volta in cattedra come precari. Il concorso straordinario si svolgerà dunque in autunno, con un elaborato scritto e non la lotteria dei test a crocetta.

Il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli, intervenuto questa mattina su Rai Radio1, si è riservato un giudizio preciso solo dopo la lettura del testo che sarà trasformato in emendamenti al Dl scuola che andrà oggi stesso in Senato per poi essere approvato alla Camera entro il 7 giugno. Una cosa è certa: “Avremo un inizio anno scolastico più complicato del solito – ha detto il sindacalista – e questo d’altra parte spiega la scelta del decreto d’urgenza. Se l’obiettivo è proprio per questo avere già da settembre insegnanti stabili nelle classi, la via più logica era nella nostra proposta: una selezione per titoli ora e una prova di merito da svolgersi alla fine dell’anno scolastico”.

Non avendo letto il testo, ha aggiunto Sinopoli, “non conosco esattamente le conseguenze di questa mediazione politica, spero vivamente che la convergenza vada in questa direzione”. Una cosa è certa: mai come in fasi come queste si vede la distanza che c’è tra le pur rispettabili esigenze politiche di trovare una mediazione in una maggioranza che ogni tanto zoppica, e le necessità concrete e reali di una scuola che agli annosi problemi delle ripartenze di settembre ne aggiunge molti altri legati all’emergenza sanitaria.

Tutto si gioca su un dibattito spesso però mal inteso sul concetto di “merito”. Per il M5S assumere i precari attraverso i titoli sarebbe una sanatoria, ma tralasciano il fatto che questo concorso straordinario è nato proprio a seguito di una dura sentenza della Corte di giustizia europea che stigmatizzò l’Italia per aver utilizzato troppo a lungo docenti precari in pianta stabile. “Non bisogna poi dimenticare – ha ricordato ancora il segretario generale della Flc – che anche i docenti che non dovessero superare l’esame, continuerebbero a insegnare come precari”. Come hanno fatto in tanti anni e presumibilmente – se non cambieranno le modalità di reclutamento – continueranno a fare: ma evidentemente in questo caso per molti il “merito” non conta.