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Scuola, ancora migliaia di supplenti senza stipendio

Secondo i sindacati si tratta di 30mila insegnanti che in alcuni casi non percepiscono nulla per il lavoro svolto fin da settembre

18/12/2015
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la Repubblica

Salvo Intravaia

Trentamila, forse di più, supplenti non potranno godersi le vacanze di Natale perché senza stipendio da mesi. Dopo settimane di promesse e rimpalli di responsabilità, i sindacati sono sul piede di guerra. Per la neosegretaria della Cisl scuola, Lena Gissi, il "mancato pagamento dei supplenti è situazione vergognosa e intollerabile". Si tratta dei cosiddetti supplenti brevi - quelli che prestano servizio da un giorno a qualche settimana, ma anche tutti quelli che sostituiscono insegnanti in maternità - che non ricevono lo stipendio in alcuni casi da settembre. Quest'anno, per accelerare le procedure, il ministero dell'Istruzione ha introdotto una novità: le scuole inseriscono i dati dei contratti stipulati nel sistema informatico centralizzato e sarà direttamente il ministero dell'Economia a pagare i supplenti d'istituto. Ma non è cambiato nulla circa i ritardi che colpiscono ogni anno migliaia di lavoratori della scuola per i pagamenti.

"Non c'è giustificazione che tenga - continua Gissi - quando viene negato a una persona il compenso cui ha diritto per il lavoro che svolge. Si faccia di tutto e di più per trovare subito una soluzione, sono davvero tante, troppe le persone che vengono a raccontarci, ogni giorno nelle nostre sedi, il dramma che stanno vivendo di fronte a scadenze di pagamenti che non possono onorare, spesso esposte al rischio di subire sanzioni o atti ingiuntivi".

Dai calcoli della Flc Cgil si tratterebbe di almeno 30mila insegnanti che secondo Domenico Pantaleo non percepiscono nulla da settembre. "Il motivo? La mancanza di risorse e l'inefficienza del sistema informatico del Miur - spiegano dalla Cgil - ragione che appesantisce notevolmente i carichi di lavoro nel personale di segreteria e crea moltissime disfunzioni". "Non è possibile - conclude Pantaleo - penalizzare i soggetti più deboli che quotidianamente consentono alle scuole di andare avanti nonostante le tante criticità aggravate dalla legge sulla brutta scuola. Perché non può essere 'buona' una scuola che lascia i suoi lavoratori senza stipendio. Per troppi di loro, questo, non sarà un buon Natale".

I primi a lanciare un grido d'allarme, a novembre, i precari aderenti al Mida, il Movimento insegnanti da abilitare, molti dei quali ormai in possesso dell'abilitazione. Per Pino Turi, della Uil scuola, "occorre una emissione straordinaria per pagare il lavoro di migliaia di persone, il rimbalzo di competenze lascia i prof senza un

euro". "E' questo il risultato - mette in luce Turi - di leggi emanate senza un piano di fattibilità. Così non solo la supplentite non è passata, ma siamo in presenza di insegnanti anche di ruolo che sono stati spostati lontano e lasciati senza retribuzione".